«La credibilità della politica si difende con il coraggio di cambiare. Dobbiamo aprire Forza Italia a nuove energie, allargare la partecipazione e costruire una proposta capace di parlare alla Sicilia dei prossimi anni». È questo il messaggio lanciato dal commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, nel corso della riunione a Palermo con i segretari provinciali e delle grandi città del partito.
Al centro della relazione politica la necessità di aprire una nuova fase per Forza Italia in Sicilia, rafforzando la partecipazione, la presenza nei territori e la capacità di iniziativa politica. Un percorso che, nelle intenzioni del commissario regionale, dovrà coinvolgere maggiormente la classe dirigente locale e valorizzare nuove energie.
La riunione è poi proseguita affrontando i tre punti all’ordine del giorno: la partecipazione all’evento nazionale “L’ottimismo della volontà”, in programma a Milano dal 9 all’11 ottobre, la campagna di tesseramento 2026 e la preparazione delle elezioni amministrative del 2027.
Sul fronte del tesseramento è stata effettuata una ricognizione delle iniziative territoriali e dei gazebo programmati per il mese di ottobre, indicato dal partito nazionale come periodo dedicato alla campagna per le adesioni.
Ampio spazio è stato riservato anche alle amministrative del 2027, con Minardo che ha invitato i segretari provinciali ad avviare fin da subito il confronto nei comuni chiamati al voto.
L’obiettivo è quello di costruire, già nelle prossime settimane, tavoli di confronto con le altre forze del centrodestra, favorendo la definizione di programmi comuni e, dove possibile, candidature condivise. Una strategia pensata anche per preservare l’unità della coalizione ed evitare che le divisioni locali possano compromettere il risultato elettorale.
«Non possiamo arrivare alle amministrative rincorrendo divisioni già consolidate – ha concluso Minardo –. Forza Italia deve assumere l’iniziativa, mettere attorno a un tavolo il centrodestra e lavorare per tempo a una proposta comune per i territori».
