Autismo, la proposta di Arangio: “Portiamo la TMA nella piscina comunale di Priolo”

Seguici e aiutaci a crescere

PRIOLO GARGALLO – Trasformare la piscina comunale in un presidio di inclusione e supporto concreto per le famiglie della città. È questo l’obiettivo della proposta avanzata da Patrizia Arangio, ex consigliera comunale e referente politica locale, che presenterà ufficialmente all’Amministrazione comunale di Priolo Gargallo la richiesta di avviare un’istruttoria per attivare percorsi acquatici dedicati a bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico.

Pubblicità

I punti chiave dell’iniziativa

  • L’obiettivo: Attivare corsi di Terapia Multisistemica in Acqua (TMA) per bambini e giovani con autismo.
  • La struttura: Utilizzare la riaperta piscina comunale di Priolo come impianto inclusivo.
  • Il quadro normativo: Proposta in linea con il capitolato d’appalto dell’impianto, che prevede attività per persone con disabilità e tariffe agevolate.
  • L’alternativa: In caso di ostacoli tecnici per la TMA, avviare comunque percorsi acquatici adattati e inclusivi.

Arangio: “La TMA non è un semplice corso di nuoto, ma un percorso di autonomia”

La Terapia Multisistemica in Acqua si distingue dalle classiche attività sportive per la sua valenza terapeutica e relazionale.

«La TMA non è un semplice corso di nuoto — spiega Patrizia Arangio — ma un percorso strutturato che utilizza l’ambiente acquatico per lavorare, in maniera personalizzata, su aspetti motori, relazionali, comunicativi, emotivi e di autonomia. È un’opportunità che ritengo importante verificare, soprattutto oggi che Priolo dispone nuovamente di una piscina comunale».

L’iniziativa poggia sui contenuti del capitolato di gestione della struttura cittadina, che contempla già l’organizzazione di attività motorie per le fasce deboli e la previsione di agevolazioni tariffarie.

“Un patrimonio della città che deve essere davvero di tutti”

Per l’esponente politica, l’integrazione passa da scelte amministrative mirate a soddisfare i bisogni reali del territorio.

«Parlare di inclusione significa creare opportunità concrete. Se la TMA non fosse immediatamente attivabile, si potrà comunque valutare un percorso acquatico inclusivo specificamente dedicato ai bambini e ai ragazzi con autismo. La piscina comunale è un patrimonio della città: credo debba essere davvero uno spazio per tutti», ha concluso Arangio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts