Inchiesta Regione Siciliana, spuntano le intercettazioni di Armao: “Quando me li porti? E quanti?”

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PALERMO – «Quando me li porti? E quanti?». C’era pressapoco questa fretta nelle parole dell’ex vicepresidente della Regione Siciliana ed ex assessore all’Economia, Gaetano Armao, intercettato dagli inquirenti mentre sollecitava l’incasso delle presunte mazzette. Un giro di tangenti che — secondo l’ipotesi accusatoria della Procura di Palermo — sarebbe stato mascherato da regolari bonifici bancari per consulenze fittizie.

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I punti chiave dell’inchiesta

  • Il meccanismo: Fittizie consulenze professionali pagate tramite bonifici tracciabili per dissimulare il versamento di tangenti.
  • I protagonisti: L’ex assessore Gaetano Armao e l’avvocato Pierluigi Matta, considerato dagli inquirenti il suo fidatissimo “socio” e intermediario.
  • I beneficiari degli accordi: Diversi imprenditori locali interessati a sbloccare, accelerare o “sistemare” pratiche e pratiche amministrative presso gli uffici della Regione Siciliana.
  • Le prove: Le intercettazioni ambientali e telefoniche in cui l’ex esponente di governo sollecitava con insistenza la consegna del denaro.

Le intercettazioni: la fretta di incassare le tangenti

Dalle carte dell’inchiesta emerge un quadro di forte pressione esercitata dall’ex assessore. Le conversazioni captate dagli investigatori mostrano l’incalzante richiesta di somme di denaro che gli imprenditori avrebbero versato all’avvocato Pierluigi Matta.

Per la Procura, le prestazioni professionali e le consulenze fatturate da Matta non erano altro che uno schermo legale per giustificare il passaggio di denaro destinato ad ammorbidire e velocizzare i passaggi burocratici all’interno degli assessorati regionali.

Pratiche sbloccate in cambio di consulenze “fantasma”

Al centro dell’involucro giudiziario c’è il presunto sistema corruttivo messo in piedi per favorire gli interessi di privati nell’amministrazione pubblica regionale. Gli imprenditori coinvolti versavano regolarmente i corrispettivi tramite bonifico bancario allo studio di Matta, ottenendo in cambio corsie preferenziali per le proprie istanze presso la Regione Siciliana.

L’inchiesta prosegue per ricostruire l’esatta entità dei flussi finanziari e individuare la totalità delle pratiche amministrative che sarebbero state alterate o velocizzate dal presunto accordo illecito.

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