Giallo Noemi, svolta nelle indagini: convocato di nuovo il testimone dei 500 euro. Sequestrato lo smartphone

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CRONACA — Proseguono a ritmo serrato le indagini del Comando Provinciale dei Carabinieri sulla tragica morte di Noemi. Gli investigatori hanno convocato per la seconda volta l’uomo che, nei giorni antecedenti al presunto omicidio, aveva ricevuto dalla trentatreenne una richiesta urgente di prestito pari a 500 euro per estinguere un debito.

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Nel corso di un lungo interrogatorio durato oltre tre ore, gli inquirenti hanno disposto il sequestro del telefono cellulare dell’uomo. L’obiettivo primario delle forze dell’ordine è analizzare la fitta trama di messaggi, chat e chiamate intercorse tra i due – con contatti registrati anche a notte fonda, intorno alle 3:00 – riguardanti appuntamenti per sedute di massaggi.

La difesa del testimone: «Mai vista a casa sua, era solo un’amica»

Di fronte alle incalzanti domande degli inquirenti, l’uomo ha ribadito la propria assoluta estraneità ai fatti, escludendo qualsiasi presenza all’interno dell’abitazione della vittima o un coinvolgimento nel delitto:

«Giuro di non avere mai incontrato Noemi a casa sua, né è mai venuta a trovarmi nel mio studio per i massaggi. L’ho chiarito con forza agli investigatori che mi hanno sentito per oltre 3 ore, sequestrandomi il cellulare per ricostruire le chat. Sono provato per quanto mi sta accadendo, non ce la faccio più. Per me Noemi era solo un’amica e non riesco a capacitarmi che sia stata uccisa in modo così crudele».

Analisi forense sui dispositivi

L’esame della memoria dello smartphone e l’estrazione forense delle conversazioni consentiranno agli inquirenti di verificare con precisione gli orari, le posizioni e la sequenza temporale esatta dei contatti avvenuti nelle ore immediatamente precedenti la tragedia.

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