Nardi (Cgil): “Treni sospesi? Siracusa rischia l’isolamento”

Seguici e aiutaci a crescere

La sospensione dei collegamenti ferroviari tra Siracusa e Catania per quattro mesi, insieme alle criticità della rete stradale, rischia di aggravare le difficoltà di un territorio già segnato da precarietà e incertezza economica.

RFI ha programmato l’interruzione della circolazione tra Bicocca e Siracusa Centrale dal 1° ottobre 2026 al 31 gennaio 2027 per interventi infrastrutturali. La CGIL e la FILT CGIL sostengono gli investimenti per modernizzare la rete, ma chiedono che i costi sociali dei cantieri non ricadano su pendolari, famiglie e lavoratori.

Pubblicità

«Siamo favorevoli agli investimenti che migliorano sicurezza ed efficienza del trasporto ferroviario, ma non possiamo accettare che un’intera provincia venga penalizzata senza adeguate garanzie per la mobilità e l’occupazione. Chi programma i lavori deve assumersi anche la responsabilità delle conseguenze sociali», dichiara Franco Nardi, segretario generale della CGIL di Siracusa.

Quattro mesi senza collegamenti ferroviari diretti significano maggiori difficoltà per chi deve raggiungere il posto di lavoro, l’università o le strutture sanitarie. Per anziani, persone con disabilità e cittadini senza automobile, la mobilità può trasformarsi in una barriera concreta all’esercizio dei propri diritti.

«I bus sostitutivi devono essere sufficienti, accessibili e compatibili con gli orari di lavoro e di studio. Non basta annunciarli: bisogna garantire concretamente che le persone arrivino a destinazione, con coincidenze affidabili e assistenza adeguata», sottolinea Nardi.

Le criticità autostradali, in particolare lungo la direttrice A18, alimentano ulteriori preoccupazioni. Il CAS ha smentito l’introduzione di un limite generalizzato a 60 chilometri orari e la chiusura complessiva della rete. Restano però necessarie informazioni trasparenti, manutenzioni tempestive e un coordinamento efficace dei cantieri, per evitare che le difficoltà si sommino compromettendo gli spostamenti.

«Se al blocco ferroviario si aggiungessero ulteriori rallentamenti sulla rete stradale, le conseguenze per pendolari, imprese e servizi sarebbero ancora più pesanti. Sicurezza e manutenzione sono indispensabili, ma occorre una programmazione capace di ridurre al minimo i disagi», aggiunge il segretario.

C’è poi il tema occupazionale. Gli addetti alle pulizie, alla manutenzione, all’assistenza e ai servizi in appalto rischiano tagli d’orario, perdite salariali e incertezza sul futuro.

«Chiediamo una verifica immediata della situazione di ogni azienda e appalto, il mantenimento dei posti di lavoro, la tutela del reddito e l’impiego temporaneo in attività compatibili, garantendo il rientro nelle mansioni alla ripresa del servizio. Nessun lavoratore deve essere abbandonato durante la realizzazione di opere pubbliche», afferma Nardi.

L’isolamento rischia inoltre di penalizzare turismo, commercio, ristorazione, industria e agricoltura, aumentando tempi e costi di trasporto e indebolendo le prospettive economiche della provincia.

La CGIL chiede al Prefetto la convocazione urgente di un tavolo con Regione, amministrazioni locali, RFI, Trenitalia, ANAS, CAS, imprese degli appalti e organizzazioni sindacali, per definire impegni verificabili sulla mobilità alternativa, sulla tutela occupazionale e sul rispetto della data prevista per la riapertura ferroviaria.

«Le infrastrutture devono unire il Paese e ridurre le disuguaglianze, non isolare le comunità. Siracusa non può pagare il prezzo di una programmazione che non tuteli cittadini, lavoratori ed economia. Se non arriveranno risposte concrete, promuoveremo iniziative di mobilitazione insieme alle categorie e al territorio», conclude Franco Nardi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts