Riscossione entrate. Mangiafico: «Si tuteli continuità lavorativa»

Rivedere gli atti di gara per garantire con chiarezza la continuità lavorativa e retributiva del personale impiegato nei servizi di supporto alla gestione delle entrate comunali. È la richiesta avanzata da Michele Mangiafico, leader del movimento Civico 4 e portavoce dei Fari 80, 131 e 135, in relazione alla nuova procedura avviata dal Comune di Siracusa.

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Al centro della contestazione c’è la determina dirigenziale n. 5063, firmata lo scorso 6 ottobre, con cui l’Amministrazione ha rimesso a gara il servizio di supporto alla gestione delle entrate, affidato negli ultimi cinque anni all’ATI costituita da Municipia Spa e Top Network Spa, dopo i 36 mesi ordinari e i 24 mesi di proroga previsti dal precedente capitolato.

Secondo Mangiafico, si tratta di un servizio particolarmente delicato, perché riguarda la costruzione di una banca dati unica e affidabile e la gestione delle entrate comunali. A destare preoccupazione è soprattutto la formulazione della clausola sociale contenuta al punto 10.3 della relazione generale allegata al capitolato tecnico.

Il nodo riguarda il numero dei lavoratori e le condizioni contrattuali previste. Come evidenzia Mangiafico, a fronte di 33 unità provenienti dal bacino storico dei servizi di supporto, la nuova gara contempla una dotazione complessiva di 35 unità. Il rappresentante di Civico 4 sottolinea inoltre che i 33 lavoratori storici risultano impiegati prevalentemente con contratti da 30 ore settimanali, mentre tre unità avrebbero ottenuto nel tempo l’estensione dell’orario a 40 ore.

Per Mangiafico, non sarebbe chiaro perché, anziché puntare a un incremento delle ore del personale già formato e operativo nel servizio, si preveda l’inserimento o la conferma di ulteriori unità.

Un secondo elemento di criticità riguarda la riparametrazione del personale. Stando alle osservazioni del leader di Civico 4, le 35 unità previste, di cui 32 part-time, vengono ricondotte a 27 equivalenti a tempo pieno. Un meccanismo che, a suo giudizio, rischierebbe di ridimensionare i livelli contrattuali e le retribuzioni del personale interessato dalla clausola sociale.

Mangiafico richiama anche la riduzione del corrispettivo fisso annuo previsto dal capitolato: dai 1.864.918 euro del 2021 ai 1.690.444,55 euro della nuova procedura. Un dato che, secondo la sua analisi, merita attenzione anche in relazione alle condizioni occupazionali previste per il personale.

La questione, sostiene, si inserisce in un problema più ampio che negli ultimi otto anni avrebbe interessato diversi servizi di supporto comunali, con l’ingresso di nuove figure senza una soluzione strutturale delle criticità legate al personale storico.

Da qui la richiesta conclusiva all’Amministrazione comunale: ritirare in autotutela la documentazione pubblicata all’Albo pretorio e chiarire esplicitamente quali lavoratori abbiano diritto alla clausola sociale, garantendo il pieno rispetto dei loro diritti e la continuità lavorativa e retributiva nel passaggio al nuovo affidamento.

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