I Democratici conquistano la maggioranza al Congresso e si aggiudicano ruoli chiave da governatore. Alla Camera i Dem ottengono il controllo, mentre al Senato si assicurano 54 seggi contro i 44 dei Repubblicani. Donald Trump ha dichiarato di accettare l’esito delle urne, pur pubblicando sui social un’immagine con la scritta “Mr Veto”. Positiva la reazione dei mercati, con le Borse in forte rialzo subito dopo il voto.
In ambito internazionale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato che l’Italia rispetta la volontà degli elettori e che la solidità del rapporto con gli Stati Uniti rimane inalterata. Da Teheran, invece, il governo interpreta il voto come un chiaro messaggio contro la guerra da parte dei cittadini americani.
Il risultato più clamoroso si è registrato in Texas, roccaforte repubblicana travolta da un vero e proprio terremoto politico: al Senato, il trentasettenne James Talarico ha sconfitto il controverso procuratore generale sostenuto da Trump, diventando il primo senatore democratico texano dal 1988; mentre la democratica Gina Hinojosa, ha battuto il governatore uscente Greg Abbott, spezzando un digiuno che durava dai tempi di Ann Richards (1991-1995).
Gli Stati chiave della vigilia — dal Maine alle Caroline, fino a Ohio e Alaska — sembrano essere passati in blocco sotto il controllo dei Democratici, consolidando una vittoria netta su tutto il territorio nazionale.
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