Il deposito cauzionale richiesto da Aretusacque nelle prime bollette finisce al centro di un approfondimento istituzionale. A sollevare la questione è Paolo Cavallaro, capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio comunale di Siracusa, che ha presentato una formale richiesta di accesso agli atti al Comune, trasmessa per conoscenza anche all’ATI e ad Aretusacque.
Al centro della richiesta non c’è soltanto la legittimità del deposito cauzionale, ma soprattutto la necessità di verificare come sia stata gestita la fase di passaggio tra il precedente gestore, SIAM, e il nuovo gestore del servizio idrico integrato.
La disciplina ARERA consente ai gestori del servizio idrico di richiedere un deposito cauzionale, fissando limiti, condizioni ed esenzioni. Per questo, secondo Cavallaro, non sarebbe corretto sostenere in termini generali che la cauzione sia sempre illegittima. La questione, piuttosto, è verificare se nel caso concreto di Siracusa siano state rispettate tutte le condizioni previste dalla regolazione e, soprattutto, come siano stati regolati i rapporti con la precedente gestione.
Il nodo dei vecchi depositi SIAM
Aretusacque è subentrata a SIAM nella gestione del servizio idrico e gli atti dell’affidamento prevedono il subentro nei rapporti giuridici in essere relativi al servizio.
Da qui nasce uno dei principali interrogativi posti dal capogruppo di Fratelli d’Italia: che fine hanno fatto gli eventuali depositi cauzionali già versati dagli utenti a SIAM?
Secondo Cavallaro, occorre innanzitutto capire se tali somme siano state restituite agli utenti nelle fatture finali della precedente gestione. In caso contrario, bisognerà chiarire se siano state trasferite nell’ambito del subentro ad Aretusacque e, in questa eventualità, come siano state contabilizzate e considerate rispetto al nuovo deposito richiesto.
Un’ulteriore ipotesi riguarda i depositi eventualmente rimasti nella disponibilità del precedente gestore dopo la cessazione dei relativi rapporti: anche in questo caso, secondo la richiesta di accesso agli atti, dovranno essere chiarite modalità e tempi della restituzione agli aventi diritto.
La restituzione prevista dalla regolazione
Il tema assume particolare rilievo anche alla luce della disciplina ARERA, che prevede la restituzione del deposito cauzionale alla cessazione degli effetti del contratto di somministrazione.
Lo stesso Regolamento del Servizio Idrico Integrato pubblicato da Aretusacque stabilisce, agli articoli 17 e 19, la restituzione del deposito in caso di risoluzione o chiusura del rapporto contrattuale.
Per Cavallaro, proprio queste disposizioni rendono necessario ricostruire con precisione cosa sia avvenuto nel passaggio da SIAM ad Aretusacque, sia per quanto riguarda i contratti già esistenti sia per gli eventuali depositi cauzionali collegati a quei rapporti.
La questione della domiciliazione bancaria
Un altro aspetto evidenziato riguarda gli utenti che avevano già attivato la domiciliazione bancaria o postale per il pagamento delle bollette SIAM e che, con il cambio di gestore, hanno dovuto procedere a una nuova domiciliazione.
La regolazione ARERA prevede, al ricorrere delle condizioni stabilite, l’esenzione dal deposito cauzionale per gli utenti che effettuano il pagamento tramite domiciliazione e presentano consumi non superiori a 500 metri cubi annui.
Da qui un ulteriore interrogativo: quale trattamento è stato riservato agli utenti che avevano già scelto la domiciliazione con SIAM e hanno dovuto rinnovarla esclusivamente a causa del passaggio al nuovo gestore?
Anche su questo punto Cavallaro chiede di conoscere criteri e modalità applicati da Aretusacque.
Accesso agli atti: chiesti dati e documenti
La richiesta presentata al Comune di Siracusa punta quindi a ricostruire nel dettaglio l’intera vicenda.
In particolare, sono stati richiesti:
- l’ammontare e la destinazione degli eventuali depositi cauzionali detenuti da SIAM alla cessazione della gestione;
- gli atti sulla cui base Aretusacque sta applicando il nuovo deposito cauzionale;
- le somme complessivamente fatturate e incassate a tale titolo;
- il trattamento riservato agli utenti che avevano già attivato la domiciliazione bancaria o postale con SIAM;
- gli atti relativi al subentro, con particolare riferimento ai rapporti con gli utenti e alle garanzie collegate ai contratti.
L’obiettivo, sottolinea Cavallaro, è arrivare a una ricostruzione documentale prima di formulare valutazioni definitive sulla correttezza del deposito richiesto nelle nuove bollette.
«Prima di chiedere nuovi soldi ai cittadini – sostiene il capogruppo di Fratelli d’Italia – riteniamo doveroso ricostruire con assoluta trasparenza cosa sia accaduto alle somme che gli stessi cittadini avevano eventualmente già versato a garanzia del servizio».
Ora l’attenzione è rivolta ai documenti richiesti. Saranno i dati relativi alla precedente gestione, al subentro e ai nuovi depositi cauzionali a consentire di verificare se le somme siano state correttamente restituite o contabilizzate e se il deposito oggi richiesto da Aretusacque sia stato applicato nel rispetto della disciplina vigente.
«Sulla base dei documenti e dei dati richiesti – conclude Cavallaro – sarà possibile stabilire se il deposito applicato da Aretusacque sia stato correttamente richiesto e se tutte le posizioni pregresse degli utenti siano state regolarmente definite».
