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Furto al museo di Messina, Auteri: “Una ferita al patrimonio. Ora servono risposte”

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Una ferita che si apre e lede il patrimonio culturale siciliano, lasciando una traccia indelebile. E quanto accaduto a Ferragosto al Museo di Messina con il furto di tre delle cinque tavole preziose attribuite ad Antonello da Messina.

A tal proposito, il parlamentare Carlo Auteri interviene parlando proprio di ferita per l’intero patrimonio siciliano e l’intero Paese, chiedendo chiarimenti sull’elusione dei sistemi di sicurezza.

È giusto – dice Auteri – che il presidente della Regione abbia disposto un’attività ispettiva. Occorre verificare le condizioni di sicurezza e conservazione delle opere, il funzionamento dei sistemi di allarme, l’organizzazione del personale e l’eventuale esistenza di responsabilità o omissioni. Prima di individuare colpevoli, però, servono fatti, accertamenti rigorosi e risposte documentate”.

Gestione accurata dei luoghi culturali

L’accaduto, per il parlamentare, dovrebbe aprire uno scenario di riflessione e azione sulla gestione dei luoghi culturali siciliani, intervenendo prima di tutto sul personale specializzato: “Da anni la Sicilia paga le conseguenze della carenza di personale specializzato, del progressivo pensionamento di numerose figure dirigenziali e di scelte che non sempre hanno premiato competenza, capacità organizzativa e visione. È un problema strutturale, maturato nel tempo e che interessa musei, parchi archeologici e siti culturali in diverse aree dell’Isola”.


Già nel 2023 era stato sostenuto un disegno di legge volto ad aprire la gestione dei musei e siti archeologici anche a manager esterni qualificati, rafforzando allo stesso tempo l’autonomia finanziaria e la capacità di programmare attività e servizi. Oltre a personale specializzato necessario, “la direzione di strutture complesse richiede anche competenze manageriali, capacità di pianificazione, promozione, digitalizzazione e reperimento delle risorse. Conservazione e valorizzazione non sono in contrasto: devono procedere insieme”.

Il museo Paolo Orsi di Siracusa denunciato nel 2023

Auteri ricorda anche le condizioni del Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa, sulle quali è intervenuto nel marzo 2023, denunciando una situazione per il suo potenziale inespresso: “Quando denunciai lo stato del Paolo Orsi non lo feci per alimentare una polemica, ma perché uno dei musei archeologici più importanti d’Europa non poteva continuare a esprimere soltanto una minima parte del proprio potenziale. Da allora è stato avviato un percorso e alcuni passi avanti sono stati compiuti, ma resta ancora molto da fare.

La stessa esigenza riguarda numerosi luoghi della cultura siciliani. Un museo non può essere considerato un deposito immobile di opere. Deve essere un luogo vivo, sicuro, accessibile e capace di raccontare la Sicilia nel mondo. Occorre superare definitivamente le rendite di posizione e passare dalle dichiarazioni alla responsabilità operativa”.

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