Le canne fumarie continuano il loro ruggito vaporoso. Mentre una coltre nauseabonda opprirme il petto e ottenebra, in alcuni casi, la vista e anche la mente.
Al di sotto della nube si espandono le voci dei cittadini che chiedono all’unanimità: “Diritto all’aria pulita”. Sempre al di sotto della nube continuano a sostare dichiarazioni di sindaci, parlamentari e ambientalisti.
Nel frattempo, i giorni passano in attesa di risposte certe e soprattutto azioni decisive.
Sembra di trovarsi in un universo distopico, dove le ciminiere di acciaio e fuoco sputano un “mistero” che si infittisce sui presunti responsabili dei miasmi. Ma ecco sopraggiungere l’ipotetico colpevole: un apparecchio dell’Arpa rotto.
Il fantomatico strumento non funzionante, secondo quanto dichiarato dal Sindaco Pippo Gianni e dal Segretario generale Uiltec Andrea Bottaro, pare sia il motivo per cui non si capiscono i responsabili dei miasmi.
Il punto zero: quell’apparecchio d’origine
Dall’inizio della vicenda miasmi si è parlato molto della richiesta del Sindaco Gianni di spegnere gli impianti e riattivarli uno dopo l’altro, per capire da dove vengono i miasmi. Richiesta e non ordinanza, come ha puntualizzato il Sindaco.
Richiesta alla quale si aggiunge quella di Bottaro: “Sono passati più di 40 giorni – dice il Segretario generale – dall’inizio di questi fenomeni e ancora non sappiamo la provenienza… Purtroppo abbiamo saputo che l’apparecchio che dovrebbe aiutarci a far comprendere da dove vengono questi miasmi di proprietà dell’Arpa è rotto e non si può aggiustare. Per questo, abbiamo chiesto alla politica e all’ARPA, che in qualche modo hanno messo in campo anche una querelle poco simpatica, di chiarirsi e garantire ai cittadini di questo territorio e sapere quando ci sono queste disfunzioni“.
Possibile, dunque, che le risposte tanto richieste dai cittadini siano esse stesse da ricercare, alla fine, in un solo apparecchio rotto? E perché non si procede ad aggiustarlo?
In attesa di sapere di più con una replica dell’Arpa, quel che va avanti è la “battaglia” tra industrialisti e ambientalisti. Che di battaglia, alla fine, non si tratta. Ma di incontro d’intenti che sappiano coniugare lavoro e salute.
I lavoratori degli impianti coinvolti nelle proteste
Durante il confronto tra Pippo Gianni e Andrea Bottaro è emerso anche l’aspetto su tutela dei lavoratori all’interno delle industrie e il loro coinvolgimento nella protesta contro i miasmi. Lavoratori, che fanno parte di un ciclo produttivo inquinante (non per loro responsabilità) e, di conseguenza visti come inquinatori.
Un aspetto da valutare, anche perché invece al primo sit – in del comitato spontaneo contro i miasmi si è voluto precisare di non chiedere la chiusura delle industrie o di essere contro i lavoratori, ma che si possa convivere insieme e di avere anche il loro sostegno.
L’industria sostenibile utopia o realtà?
Fra le richieste avanzate da Bottaro e Gianni ci sono state anche quelle di provvedere a svecchiare gli impianti e guardare a un’industria che sia sostenibile. “Rifare gli impianti – dice il Sindaco Gianni – significa anche evitare incidenti e tutto quello che c’è di negativo“.
“La complessità di questi impianti – sottolinea Bottaro – può generare alcune disfunzioni che non devono capitare. L’attenzione che ci vuole alla manutenzione di questi impianti equivale all’attenzione che si usa nell’industria aerospaziale perché i disastri che si possono compiere per mancata attenzione sono incredibili”.
