Sono iniziati i laboratori di scrittura attivati nell’ambito del progetto “Sprigiona il tuo cuore”, a cura della Cooperativa Sociale L’Arcolaio, con la scrittrice Alessia Franco e lo psicologo Francesco Faranna. Le attività hanno già preso il via ieri 6 ottobre presso la Casa Circondariale di Cavadonna a Siracusa e oggi, 7 ottobre, sarà la volta della Casa di Reclusione di Noto.
“Sprigiona il tuo cuore”, ente capofila la Fondazione di Comunità Val di Noto, è un progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e pone al centro la tutela e il rafforzamento dei legami tra genitori detenuti e figli.
Il laboratorio, condotto dalla scrittrice Alessia Franco, sarà incentrato sulla narrazione partecipata, intesa come esperienza attiva nella quale il racconto diventa uno strumento per esplorare altro e, progressivamente, arrivare alla narrazione di sé. Punto di partenza sarà una fiaba slovena, “Il bambino perduto”, utilizzata nella sua dimensione simbolica per accompagnare i partecipanti, attraverso corpo, voce e scrittura, a far emergere esperienze, emozioni e relazioni.
«Viviamo in un tempo in cui la narrazione del sé rischia di essere svilita dal sensazionalismo e dalla ricerca del consenso immediato. Partire dalla fiaba permette invece di entrare nel racconto attraverso una strada diversa, non necessariamente razionale, e di arrivare, attraverso il corpo, la voce e la scrittura, a una narrazione di sé che non sia “acchiappa like”. Il punto d’arrivo è la condivisione, prima di tutto con i figli: ed è proprio questo il senso più profondo del percorso», spiega Alessia Franco.
Alla dimensione narrativa si affianca il percorso curato dallo psicologo Francesco Faranna, incentrato sul riconoscimento e sull’espressione delle emozioni, in una prospettiva complementare al lavoro sulla scrittura.
In un contesto nel quale la distanza non è soltanto fisica, la scrittura può diventare uno spazio di relazione: uno strumento per dare forma alle emozioni, rielaborare il racconto di sé e mantenere aperto il dialogo con i propri affetti. La parola scritta può così contribuire a esercitare una presenza affettiva anche nella separazione e a ricostruire legami che la distanza ha reso più fragili senza necessariamente averli spezzati.
Al termine delle attività, i testi elaborati durante i laboratori confluiranno in una pubblicazione che raccoglierà i racconti dei partecipanti, dando forma e continuità al lavoro svolto.
