Sanità e mazzette: bufera in Sicilia

Seguici e aiutaci a crescere

Nuovo bufera giudiziaria sulla gestione della sanità in Sicilia. La Procura ha acceso i riflettori su un giro di convenzioni milionarie legate alle cure palliative e all’assistenza domiciliare integrata. L’inchiesta vede tra gli indagati l’ex vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, e il deputato regionale Giuseppe Geremia Lombardo.

Pubblicità

Al centro delle verifiche degli inquirenti figurano due note Onlus del settore, Samo e Samot — realtà distinte ma storicamente collegate da alcune società consortili. Nello specifico, le contestazioni iniziali si concentrano sulla Samo, guidata da Luigi Zancla.

Secondo la ricostruzione dei PM, Armao — al tempo consulente del governatore Renato Schifani — avrebbe intascato una somma di 6.000 euro per fare pressione su Salvatore Iacolino, all’epoca dirigente dell’assessorato alla Salute (già coinvolto in un’indagine parallela della DDA su mafia e corruzione nel sistema sanitario). L’ipotesi d’accusa sostiene che Armao abbia convocato Iacolino presso la Presidenza per bloccare l’attuazione di un decreto regionale. Il provvedimento avrebbe allargato la platea degli operatori accreditati per i servizi domiciliari, minacciando la posizione di forza della Onlus.

Tag: Cure palliative, assistenza domiciliare, sanità, Sicilia, Gaetano Armao, Giuseppe Geremia Lombardo, Samo, Samot, Procura, indagini, corruzione, Salvatore Iacolino, DDA,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts