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Siracusa, il Pd accusa: “Il verde pubblico resta ai margini”

Il verde pubblico a Siracusa continua a essere percepito soprattutto come elemento decorativo, confinato spesso alle aiuole delle rotatorie e agli spartitraffico. Una condizione che, secondo il Partito Democratico cittadino, evidenzia l’assenza di una strategia complessiva capace di considerare il verde come un vero servizio per i cittadini e uno strumento essenziale per affrontare gli effetti della crisi climatica.

Il tema non riguarda tanto la mancanza di norme quanto la loro concreta applicazione. Dopo la legge 10 del 2013 sullo sviluppo degli spazi verdi urbani, il Comitato per il verde pubblico istituito presso il Ministero dell’Ambiente ha elaborato nel 2017 specifiche linee guida, seguite nel 2018 dalla Strategia nazionale del verde. Strumenti che prevedono il censimento del patrimonio verde esistente, il regolamento comunale del verde e il piano comunale del verde.

«Anche qualora alcuni di questi strumenti fossero stati adottati – afferma il segretario cittadino del Pd, Matilde Di Giovanni – il problema resta l’assenza di una visione integrata che consenta di programmare il verde urbano come parte fondamentale della qualità della vita e della sostenibilità ambientale».

Secondo i democratici, la pianificazione dovrebbe partire già dagli strumenti urbanistici, inserendo il verde pubblico come elemento strutturale dello sviluppo cittadino. Allo stesso tempo, sarebbe necessario rafforzare gli aspetti gestionali e manutentivi attraverso la nomina di un Direttore dell’esecuzione dei contratti (DEC), incaricato di verificare la corretta realizzazione degli interventi, e mediante la creazione di un ufficio comunale del verde adeguatamente strutturato.

Particolare attenzione viene rivolta anche al rapporto tra nuove edificazioni e spazi verdi. «Le aree a verde dovrebbero essere considerate una componente essenziale degli oneri di urbanizzazione – sottolinea il Pd – e quindi realizzate contestualmente agli interventi edilizi. Oggi, invece, nelle nuove zone della città rimangono spesso soltanto piccoli residui di aree verdi private, difficili da gestire e soggetti a degrado, incendi e proliferazione di sterpaglie».

Per il partito, applicare realmente la normativa significa dotarsi delle competenze tecniche necessarie per progettare il verde urbano in modo corretto. La scelta delle specie vegetali, l’analisi del microclima, delle caratteristiche del suolo e della resilienza ai cambiamenti climatici non possono essere lasciate esclusivamente ai fornitori delle piante.

«Quando mancano competenze interne adeguate – evidenziano – il rischio è quello di assistere alla morte delle essenze messe a dimora nel giro di pochi anni, con conseguente spreco di risorse pubbliche e impoverimento del patrimonio verde cittadino».

Al di là degli aspetti più specialistici legati alla biodiversità, resta poi una domanda fondamentale: chi si occupa della cura delle piante una volta completati gli interventi di piantumazione?

Da qui l’appello all’amministrazione comunale affinché ascolti le richieste dei cittadini. «I siracusani – conclude il Pd – chiedono certamente strade pulite e interventi contro il degrado, ma comprendono anche che la presenza di erba alta e aree trascurate è il sintomo di un problema più profondo. Urbanistica, ambiente e amministrazione devono dialogare tra loro all’interno di una strategia unica. Solo così il verde pubblico potrà diventare una vera infrastruttura urbana e non un semplice elemento di arredo».

By Francesco Nania

Francesco Nania, direttore responsabile di WL TV Giornalista professionista dal 1994, è cronista del quotidiano La Sicilia. Ha ricoperto la carica di fiduciario provinciale di Siracusa e consigliere regionale siciliano dell' Unione Nazionale Cronisti Italiani

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