Stragi ’92 e dossier mafia-appalti, il gip archivia le accuse su Natoli, Pignatone e Screpanti

Chiuso dal giudice Santi Bologna il capitolo giudiziario a carico degli ex magistrati e del generale della Guardia di Finanza. Accolta la richiesta della Procura di Caltanissetta. L'analisi della nostra redazione sui misteri ancora aperti del 1992.
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CALTANISSETTA – Si chiude con una corposa ordinanza di archiviazione uno dei capitoli giudiziari più complessi e delicati degli ultimi anni. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Caltanissetta, Santi Bologna, ha disposto la chiusura del procedimento penale a carico degli ex magistrati Gioacchino Natoli e Giuseppe Pignatone, oltre che del Generale della Guardia di Finanza Stefano Screpanti.

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I tre erano finiti sotto indagine con l’ipotesi di favoreggiamento nell’ambito dei filoni d’inchiesta collegati alla gestione del celebre dossier “mafia-appalti” all’inizio degli anni ’90. L’ordinanza del GIP accoglie la richiesta avanzata dalla stessa Procura nissena — guidata dal procuratore Salvatore De Luca —, mettendo la parola fine alle contestazioni penali a carico degli indagati.

Le motivazioni del provvedimento

Il provvedimento del giudice esclude la sussistenza degli elementi per sostenere l’accusa in giudizio. Nel caso di Natoli, la decisione chiarisce l’insussistenza dell’intento fraudolento e la mancanza di dolo rispetto alle condotte contestate, mentre per le restanti fattispecie viene rilevata l’assenza di riscontri idonei a formulare una ragionevole previsione di condanna.

Parallelamente, il GIP ha disposto l’archiviazione del fascicolo contro ignoti aperto per verificare se la gestione delle indagini sul settore degli appalti potesse aver costituito un fattore acceleratore per la strage di via D’Amelio. Pur confermando l’importanza storica e investigativa della pista mafia-appalti, il tribunale ha constatato l’impossibilità di individuare responsabili determinati a distanza di oltre trent’anni dai fatti.

L’ANALISI DELLA REDAZIONE: La ricerca della verità oltre le aule di giustizia

La decisione del GIP di Caltanissetta chiude una complessa pagina giudiziaria, ma lascia aperto l’interrogativo storico sul contesto e sulle dinamiche che accompagnarono la stagione delle stragi del 1992.

Sebbene il piano delle responsabilità penali individuali non abbia trovato elementi processuali di riscontro per procedere ad appello, la Procura di Caltanissetta ha precisato che l’impegno investigativo per far luce su tutti gli aspetti ancora oscuri delle stragi di Capaci e via D’Amelio prosegue su altri filoni d’indagine tuttora aperti.

La nostra redazione continuerà a seguire con la massima attenzione gli sviluppi delle inchieste sul periodo delle stragi per garantire un’informazione rigorosa e trasparente ai cittadini.

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