Tensione Iran-USA, da Teheran messaggi d’attacco: «Pronti al dialogo ma non ci sottomettiamo»

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ESTERI – L’Iran ribadisce la propria posizione sulla scena internazionale rivendicando fermezza e il controllo strategico delle rotte marittime nel Golfo Persico. A tracciare la linea diplomatica è stato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, che in un messaggio diffuso su X ha sottolineato il profilo difensivo ma inamovibile della Repubblica Islamica.

«L’Iran non è un Paese bellicoso, ma si difende con coraggio e si mantiene saldo. Il presidente Pezeshkian ha portato la voce dell’Iran al mondo nei vertici di Shanghai, del Brics e all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, affermando che, pur essendo aperto al dialogo, l’Iran non si sottometterà».

La posizione dei Pasdaran e il nodo dello Stretto di Hormuz

Toni ancora più duri giungono dai vertici militari. Hossein Mohebi, portavoce delle Guardie della Rivoluzione (Pasdaran), ha rilanciato la contrapposizione diretta con Washington attraverso dichiarazioni riportate dall’agenzia di stampa Tasnim:

  • Condizioni per il conflitto: L’Iran «non smetterà di punire gli Stati Uniti finché non saranno soddisfatte le sette condizioni poste dal Paese per porre fine alla guerra».
  • Egemone sullo stretto: «Siamo noi i vincitori della guerra… e chi controlla lo Stretto di Hormuz è l’Iran», ha rimarcato il portavoce militare.

Le affermazioni confermano la complessa strategia di Teheran, divisa tra la diplomazia multilaterale nell’ambito dei blocchi BRICS e SCO e la minaccia di ritorsioni militari ed economiche sulle rotte globali del greggio.

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