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Marina di Priolo: una conferenza per rivendicare il suo uso

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La sabbia è rovente, il caldo asfissiante e gli ombrelloni svettano come le canne di acciaio e fuoco in lontananza, Marina di Priolo meta di svago e pausa dei priolesi è stata al centro di un dibattito. Quello tra l’ex sindaco Antonello Rizza, il parlamentare Carlo Auteri e Benamino Scarinci.

Tema centrale: le rivendicazioni di una Marina di Priolo che possa essere luogo per eventi e intrattenimento senza ledere il paesaggio circostante. Ad aprire la conferenza l’ex sindaco Rizza che ha fatto presente che nessuno ha messo in dubbio l’esistenza della riserva naturale, ma si parla di una gestione che possa contemplare anche le esigenze di chi fa impresa.

In questa vicenda – dice l’ex sindaco – ci sono due protagonisti e degli spettatori. Ovviamente gli spettatori sono i cittadini che molto spesso subiscono tutto quello che succede, la gestione della riserva naturale ambientata che fa bene i propri interessi e l’amministrazione“.

I riferimenti tecnici divieti dell’amministrazione

Non sono mancati i riferimenti tecnici sulle pagine di motivazioni e osservazioni che hanno stoppato tutte le iniziative e alcuni aspetti che destabo dei dubbi:

  • la pulizia manuale della spiaggia con una vinca ormai a inizio stagione
  • Il bar di Marina di Priolo, interessato giornalmente da 20.000 presenze giornaliere, a detta dell’ex sindaco una fake news
  • la distruzione di decine di nidi di tartaruga
  • i gonfiabili, portatori di business, rifiutati perché possono infastidire i fenicotteri e la traiettoria delle tartarughe

Il focus si è spostato, poi, sulle decine di tonnellate di cenere di pirite dentro la riserva naturale orientata e nonostante ciò continuano a essere fatte visite. “Noi vogliamo una riserva pulita e sicura – conclude l’ex sindaco – così come vogliamo che vengano rispettati tutti i criteri affinché si possa contemperare la legittima esigenza e necessità della riserva di essere riserva.

E Marina di Piolo poter essere luogo dove riprendere a passeggiare, andare al mare con una spiaggia pulita, decorosa, e l’attività commerciale attraverso spettacoli e eventi poter fare divertire le persone“.

Altri aspetti che non convincono nelle misure di conservazione

L’intervento di Beniamino Scarinci si è concentrato sulle misure di conservazione di Marina di Priolo che destano qualche domanda. Come l’impatto del rumore sul comportamento dei fenicotteri che li porta ad abbandonare la riserva, paragone che è stato fatto con quello dei fenicotteri nell’area del New Messico. Aspetto che non può essere generalizzato e potrebbe essere risolto affidandosi a un tecnico e predisponendo una valutazione d’incidenza.

Altro tema le dune fisse. L’obiettivo da raggiungere per la conservazione del sito è la limitazione delle attività sul litorale e la creazione di apposite recinzioni. Insieme a questi limiti imposti ci sarebbe anche la migrazione dei fenicotteri che verrebbe deviata da luci o quella di due specie di pipistrelli che vivono nella zona di Marina di Priolo, alla cui tutela si fa in riferimento alla legge sulla qualità dell’aria 155.

“Ci vogliono le centraline – dice Scarinci – per capire se i dati vengono superati e capire se c’è impatto ambientale“. Altra questione, quella dei tetti delle strutture. Quando sono irradiati dal sole vengono mandati nell’aria fumi e gas che alla fine potrebbero favorire lo spostamento di masse di gas (gpl) e spostare un inquinamento sopra la Riserva.

Nelle misure è stato inserito anche l’aspetto delle zone dismesse. Qualora si volessero fare delle attività in zone dismesse o abbandonate è impossibile farlo; cosa che desta dubbi.

Scarinci dichiara che l’amministrazione dovrebbe richiedere la revisione delle misure di conservazione attraverso degli studi tecnici e supportarle scientificamente, per arrivare a una soluzione.

La superficialità dell’amministrazione su Marina di Priolo

Marina di Priolo è un luogo dove c’è chi fa impresa e per questo motivo, spiega il parlamentare Carlo Auteri, chi governa deve tenerne conto e dev’essere tutelato.

La situazione di Marina di Priolo ricorda il Parco degli Iblei che andrebbe risolto a monte, cioè dall’aspetto ambientale. “Chi può essere mai contro i fenicotteri, l’ambiente o chi deve gestire un ragionamento di tutela dell’ambiente?

Però non possiamo far finta di niente quando 8 comuni sversano in maniera libera senza tutela nella valle dell’Anapo, patrimonio dell’Unione Europea. Io voglio il Parco degli Iblei ma prima vogliamo sistemare il sistema ambientale?” Stessa cosa per Marina di Priolo, ricordando: “Io non sono contro l’amministrazione, ma contro l’inefficienza! Io ci sono e sono disposto a parlarne”.

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