L’onorevole Carlo Auteri interviene su Facebook sul caso del Parco degli Iblei e alza il livello dello scontro politico e istituzionale. Al centro del suo intervento, la denuncia di presunte azioni omissive da parte di funzionari regionali e nazionali, la mancata comunicazione al Ministero dell’Ambiente delle criticità ambientali del territorio e l’assenza, in diversi comuni, di impianti di depurazione adeguati.
Auteri contesta duramente il percorso seguito per l’istituzione del Parco, definendolo calato dall’alto e privo di un reale confronto con cittadini, amministrazioni locali, aziende agricole, operatori turistici e associazioni di categoria. Secondo il parlamentare regionale, la perimetrazione sarebbe stata portata avanti senza una concertazione effettiva con i sindaci e con il tessuto produttivo delle province interessate.
Nel lungo intervento social, Auteri richiama il ruolo di Confagricoltura, del dottor La Ferla, dell’avvocato Barbagallo, delle associazioni venatorie e di diversi interlocutori del territorio, sostenendo di avere approfondito la vicenda attraverso documenti, relazioni e confronti tecnici. Il deputato afferma che, dalle carte esaminate, emergerebbe una mancata rappresentazione al Ministero delle reali condizioni ambientali delle aree coinvolte, in particolare nelle province di Siracusa, Ragusa e Catania.
Uno dei punti più critici riguarda la depurazione. Auteri cita il caso di Canicattini Bagni e di altri comuni che, a suo dire, non avrebbero impianti adeguati o sarebbero comunque esposti a criticità ambientali tali da rendere necessario un approfondimento prima di procedere con l’istituzione del Parco. Per il parlamentare, tali elementi avrebbero dovuto essere segnalati con chiarezza al Ministero dell’Ambiente prima di qualsiasi decisione definitiva.
Auteri annuncia di avere inviato una diffida al Ministro dell’Ambiente, all’assessore regionale al Territorio e Ambiente, all’Autorità di Bacino, all’assessorato regionale all’Energia e ai soggetti coinvolti nel procedimento. L’obiettivo dichiarato è ottenere formalmente gli atti e le risposte sulle criticità ambientali e amministrative. In mancanza di riscontro entro il 9 agosto, Auteri afferma di essere pronto a procedere con denunce per omissione di atti d’ufficio.
Nel suo intervento, il deputato riferisce anche di avere ricevuto una prima risposta dal direttore generale dell’Autorità di Bacino, il dottor Frittita Secondo Auteri, tale comunicazione avrebbe finalmente portato all’attenzione del Ministero dell’Ambiente la situazione relativa alla depurazione e alle criticità ambientali delle province di Siracusa, Ragusa e Catania.
Il parlamentare regionale collega la vicenda anche alla recente sentenza del Tar, dalla quale, a suo giudizio, emergerebbero passaggi particolarmente rilevanti sul ruolo di Ispra e Regione Siciliana e sull’assenza di motivi ostativi all’istituzione del Parco. Per Auteri, proprio quelle valutazioni dimostrerebbero la necessità di chiarire se tutti gli enti competenti siano stati messi nelle condizioni di conoscere fino in fondo le problematiche del territorio.
Duro anche l’attacco alla politica nazionale. Auteri critica i parlamentari nazionali del territorio, accusandoli di non avere assunto iniziative concrete nei confronti del Ministero. Secondo il deputato, un Parco nazionale avrebbe richiesto un’interlocuzione diretta e costante con Roma, soprattutto alla luce delle richieste avanzate negli anni da associazioni e amministratori locali.
Auteri cita la collaborazione con l’onorevole Riccardo Gianuso, indicato come l’unico parlamentare rimasto al suo fianco in questa battaglia istituzionale. Richiamata anche la manifestazione di sabato scorso, definita un momento importante per fare emergere le criticità del procedimento e la distanza tra le decisioni assunte e le istanze del territorio.
Nel quadro delle prossime scadenze, Auteri afferma di avere sollecitato i sindaci, tra cui Michelangelo Giansiracusa e Caiazzo, a predisporre relazioni analitiche entro il 3 agosto. Tali documenti dovrebbero indicare in modo puntuale le aree e le motivazioni per cui la perimetrazione del Parco sarebbe contestata, evidenziando criticità ambientali, infrastrutturali e amministrative.
Il 3 agosto è indicato anche come data di un incontro con il Ministro dell’Ambiente. Auteri sostiene che, proprio in vista di quell’appuntamento, sia necessario trasmettere al Ministero una documentazione completa e dettagliata, così da impedire ulteriori passaggi istituzionali basati su informazioni ritenute incomplete.
La vicenda del Parco degli Iblei resta dunque al centro di un acceso confronto politico e istituzionale. Da un lato la prospettiva dell’istituzione di un’area protetta nazionale, dall’altro le contestazioni sulla perimetrazione, sulla mancanza di concertazione e sulle presunte omissioni nella rappresentazione delle criticità ambientali del territorio.
