Reca il nome del genio e matematico siracusano e, a breve, alla velocità della luce attraverserà la pista europea alimentata a sale: è l’Archimede solar car 2.1.
Un’opera scaturita da menti che guardano al futuro, quelle di Futuro Solare, associazione di cui fanno parte studenti e ricercatori dell’Istituto Fermi di Siracusa, pronta ad attraversare il circuito di Zolder in Belgio (19 e 20 settembre) per rappresentare l’Italia ai Campionati Europei per auto solari European Solar Challange.
L’auto innovativa, coperta di pannelli fotovoltaici che trasformano i raggi solari in energia per muoversi senza benzina, questa volta ha una nuova sfida: le batterie agli ioni di sodio (batterie al sale) frutto di mesi di studio, prove e lavoro in laboratori possibile anche grazie al contributo del Rotary club Ortigia.
Ma perché proprio le batterie al sale? Il sodio, più diffuso del litio, garantisce prestazioni anche quando le temperature di esercizio di un’automobile si abbassano.
Futuro Solare: di cosa si tratta
Futuro Solare è un’associazione no-profit nata nel 2006, residente a Siracusa e finanziata da donazioni e dal contributo di soci. Essa è una fucina di idee e innovazione composta da ingegneri, ricercatori, docenti e studenti, in particolare dell’Istituto Tecnico Industriale “Enrico Fermi” di Siracusa, con lo scopo di progettare e costruire prototipi di automobili alimentati ad energia solare. Al loro fianco, anche aziende partner che mettono a disposizione componenti, materiali e competenze.
Il loro progetto più famoso è la serie di auto solari Archimede con batterie agli ioni di sodio, una una tecnologia attuale che determina una possibilità di rilancio per l’industria automobilistica italiana, grazie alla grande disponibilità di materia prima nel Mezzogiorno e in Sicilia. Oltre a promuovere l’innovazione, quindi, l’associazione si fa portavoce anche di un modello di energia sostenibile.
Reduce dalla creazione di Archimede 2.0, la vettura che nel 2023 aveva già portato la squadra siracusana fino in Australia, questa volta nella versione 2.1 aspira al Belgio.
La sfida al Circuito di Zolder
L’Archimede solar car si prepara a gareggiare nel circuito belga per l’iLumen European Solar Challenge: una lunga gara di 24 ore, dove ad essere sfidata sarà la resistenza e l’energia. E ad avere la meglio sarà la vettura che saprà sfruttare al meglio il sole, le batterie, la strategia e la fatica no stop. Durante la gara i team dovranno affrontare le mutevoli condizioni meteorologiche europee nel loro cammino: dalla pioggia, alle nuvole fino alla mancanza di sole.
L’Archimede 2.1 è pronta a testare le sue potenzialità: capace di correre più a lungo e con più margine di sicurezza. Una prova del nove per le funzionalità di un’auto delicata come i granelli di sale di cui è alimentata e potente come le idee che l’hanno forgiata.
