TEHERAN – Il Consiglio di Sicurezza Nazionale dell’Iran ha smentito ufficialmente le indiscrezioni secondo cui il Paese starebbe pianificando ritorsioni di natura militare contro le nazioni che hanno deciso di sospendere i collegamenti aerei con Teheran a seguito delle nuove sanzioni statunitensi.
Attraverso una nota rilanciata dai media statali, le autorità iraniane hanno precisato che la risposta alle limitazioni non travalicherà l’ambito diplomatico ed economico:
«L’affermazione secondo cui l’Iran ricorrerà a una rappresaglia militare in risposta alle recenti restrizioni aeree è del tutto priva di fondamento» chiarisce la nota del Consiglio di Sicurezza Nazionale. «Esistono numerose modalità di contromisura non militare che, qualora si rendesse necessario, saranno applicate nei confronti di alcuni scali aeroportuali.»
Il governo di Teheran ha confermato che sono attualmente in corso trattative diplomatiche per ottenere la revoca di quelle che definisce «restrizioni aeree illegittimamente imposte».
Al momento, la mappa dei collegamenti aerei evidenzia una spaccatura regionale: mentre Paesi come Azerbaigian, Georgia, Oman, Emirati Arabi Uniti e Iraq hanno bloccato le rotte verso la capitale iraniana, restano regolarmente operativi i voli diretti con Cina, Russia, Turchia, Afghanistan, Pakistan, Armenia, Bielorussia, Tagikistan e Malesia.
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