Nuova tegola per l’Ias, la società che gestisce il depuratore biologico consortile di Priolo Gargallo. Il dipartimento Ambiente ha avviato il procedimento di riesame dell’Autorizzazione integrata ambientale del depuratore, che, di fatto, blocca ogni attività degli impianti.
L’autorizzazione integrata ambientale alle emissioni e allo scarico nel rispetto delle normative vigenti, era stata rilasciata nel 2022 dall’assessorato regionale al Territorio e ambiente all’amministrazione giudiziaria del depuratore consortile. Provvedimento necessario a consentire la ripresa dell’attività dell’impianto di depurazione, posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria nel giugno di quattro anni addietro.
Con il rilascio dell’Aia, erano stati fissati criteri di qualità dei reflui industriali e garantendo la tutela della salute dei cittadini. L’atto ha permesso di scongiurare il rischio di blocco delle attività produttive del polo petrolchimico, al contempo si pretendeva l’adeguamento della struttura alle prescrizioni più elevate in materia.
C’è, quindi, il rischio che venga bloccata l’intera attività dell’impianto di depurazione. Ciò si aggiunge all’inchiesta della Procura di Siracusa e al distacco che alcuni grandi clienti di Ias, che operano nel petrolchimico priolese, stanno procedendo al distacco dei propri impianti per mettere in funzione quelli propri.
