SIRACUSA – Gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria della Procura Europea (EPPO) sulla gestione degli appalti a Siracusa e sui lavori dell’ostello per lavoratori stagionali riaccendono il dibattito politico e sociale a Cassibile. A prendere la parola, all’indomani delle misure cautelari che hanno colpito la vicepresidente del Consiglio comunale e del coinvolgimento del sindaco, è il comitato cittadino #NoVillaggio, attraverso una nota firmata dal portavoce e consigliere comunale.
Pur confermando il pieno rispetto della presunzione di innocenza e la fiducia nel lavoro della magistratura, il comitato evidenzia come la vicenda giudiziaria riproponga con urgenza il tema della responsabilità politica per le scelte compiute sulla frazione siracusana.
«Ignorati e bollati come razzisti per aver sollevato dubbi legittimi»
La nota del comitato ripercorre gli anni delle mobilitazioni contro la realizzazione della struttura d’accoglienza, ricordando il clima di forte contrapposizione vissuto dai residenti:
- Le contestazioni iniziali: Il comitato ribadisce di aver sempre contestato i costi elevati, le modalità d’intervento e la scelta di concentrare una quota preponderante dell’accoglienza provinciale a Cassibile (comunità di circa 7.000 abitanti), chiedendo invece un modello diffuso e condiviso con i comuni limitrofi.
- Le delegittimazioni subite: La protesta dei cittadini, sostiene il comitato, fu liquidata dall’amministrazione con “indifferenza e sbrigative etichette morali”, dipingendo chi esprimeva perplessità come “razzista o fascista” anziché ascoltarne le istanze democratiche.
«Non abbiamo mai negato la dignità delle persone né il dovere di garantire condizioni umane a chi lavora in difficoltà. Abbiamo contestato il modello, l’impiego delle risorse e la mancanza di ascolto verso una comunità. Oggi chiediamo trasparenza e un ‘mea culpa’ morale verso quei cittadini che sono stati ingiustamente offesi per aver difeso il territorio», si legge nella nota.
Le richieste del comitato e l’omaggio alla mobilitazione civica
Indipendentemente dagli esiti penali del procedimento sulle presunte irregolarità negli affidamenti, per il portavoce del comitato il “fallimento politico” del progetto resta evidente sia per i costi sostenuti sia per le criticità generate sul territorio.
La nota si conclude con un ringraziamento rivolto a tutti i cittadini e ai militanti del movimento #NoVillaggio per la costanza dimostrata negli anni, ribadendo che la difesa del proprio territorio e la richiesta di conto pubblico non costituiscono un ostacolo, ma una forma alta di partecipazione democratica.
