Autotrasporto, Cna attacca: «Le piccole imprese sono già ferme»

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«Le piccole imprese del settore non hanno bisogno di annunciare il fermo: si sono già fermate». È un attacco netto quello lanciato da CNA FITA Sicilia, che interviene sul blocco dell’autotrasporto annunciato a partire dalla mezzanotte del 16 ottobre, contestando le modalità della protesta e, soprattutto, la distribuzione delle risorse pubbliche destinate al comparto.

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Secondo l’organizzazione, le micro e piccole imprese stanno già pagando pesantemente gli effetti della crisi e del caro carburante, senza disporre delle risorse economiche necessarie per continuare a operare. Una situazione che, a giudizio di CNA FITA Sicilia, rischia di aggravarsi ulteriormente se gli interventi pubblici continueranno a favorire soprattutto le grandi flotte.

CNA FITA Sicilia: «Basta assistenzialismo alle grandi flotte»

Nel mirino dell’associazione ci sono le richieste avanzate dalle grandi flotte, inizialmente attraverso un comitato e successivamente tramite Confindustria Catania. Richieste che CNA FITA Sicilia definisce legittime e in parte condivisibili, ma che, secondo l’organizzazione, non rappresenterebbero le reali esigenze della maggioranza delle imprese del settore.

«Le loro richieste riguardano in minima parte le tantissime microimprese del settore, cioè quelle messe veramente in difficoltà dalla crisi del caro carburante», sostiene l’associazione.

La critica riguarda in particolare il ricorso ai contributi pubblici, con il rischio che gli aiuti destinati alle aziende di maggiori dimensioni possano alterare la concorrenza e mettere ulteriormente in difficoltà le realtà più piccole, che basano la propria attività principalmente sul lavoro e sui ricavi del trasporto.

Tra le misure citate figurano il Sea Modal Shift e i contributi legati al sistema ETS. Secondo CNA FITA Sicilia, l’entità dei finanziamenti richiesti e attesi dalle grandi flotte potrebbe consentire loro di praticare tariffe difficilmente sostenibili per le piccole e medie imprese.

I numeri delle imprese siciliane del trasporto

A sostegno della propria posizione, CNA FITA Sicilia richiama i dati di Movimprese relativi al settore del trasporto terrestre e del trasporto mediante condotte.

Secondo i numeri riportati dall’organizzazione, su un totale di 8.822 imprese, 6.195 sono piccole e medie imprese, comprese 4.865 imprese individuali.

È proprio questa la componente che, secondo l’associazione, rappresenta la vera ossatura del comparto e che oggi rischia di uscire dal mercato senza riuscire a ottenere la stessa attenzione riservata alle iniziative delle organizzazioni che rappresentano le flotte più grandi.

«È questa la vera ossatura del settore, quella che oggi rischia di scomparire senza alcun annuncio e senza alcuna copertura mediatica», afferma CNA FITA Sicilia.

Caro carburanti, polemica sulla ripartizione dei 15 milioni

Un altro punto centrale della presa di posizione riguarda lo schema di decreto regionale sul caro carburanti. CNA FITA Sicilia denuncia quello che considera un possibile squilibrio nella distribuzione delle risorse, sostenendo che l’80% dei 15 milioni di euro disponibili verrebbe destinato a un numero limitato di imprese riconducibili alle grandi flotte, mentre il restante 20% sarebbe riservato alla maggioranza delle piccole e medie imprese.

L’associazione solleva inoltre dubbi sui rapporti tra la Regione e le diverse organizzazioni di rappresentanza del settore, ipotizzando l’esistenza di un canale privilegiato a favore di una specifica componente imprenditoriale.

Una situazione che, secondo CNA FITA Sicilia, richiede maggiore trasparenza e criteri di ripartizione delle risorse capaci di rispondere alle effettive difficoltà delle imprese, senza penalizzare quelle di dimensioni più contenute.

Le percentuali e le modalità di assegnazione indicate dall’associazione si riferiscono allo schema di decreto da essa contestato.

L’appello ai prefetti: garantire chi non aderisce al fermo

CNA FITA Sicilia annuncia di non sostenere il blocco proclamato e rivolge un appello ai prefetti dell’Isola affinché venga garantito il regolare svolgimento dell’attività lavorativa delle imprese di autotrasporto che non intendono aderire alla protesta.

L’organizzazione ritiene che le difficoltà del comparto debbano essere affrontate attraverso iniziative capaci di coinvolgere le diverse realtà imprenditoriali, evitando azioni che possano ripercuotersi sull’intero sistema economico regionale.

Per questo, CNA FITA Sicilia si dice pronta a organizzare, insieme alle altre organizzazioni dell’artigianato che condividono la stessa posizione, forme di protesta alternative per portare all’attenzione delle istituzioni la crisi del settore e le criticità nella distribuzione degli aiuti.

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