Nuove ondate di calore rendono la situazione per i lavoratori più pesante, specie nei cantieri. Così, FenealUil Sicilia Centrale, Filca Cisl Ag-Cl-En e Fillea Cgil Enna hanno trasmesso un esposto generale agli organi competenti, chiedendo l’immediata intensificazione dei controlli nei cantieri della provincia di Enna.
Un’iniziativa arrivata a seguito di quanto osservato durante l’intera stagione estiva e della diffusa disapplicazione delle disposizioni a tutela dei lavoratori nelle giornate e nelle ore caratterizzate dalle temperature più gravose, anche negli ultimi giorni.
Francesco Mudaro, Luca Gintili e Salvo Carnevale, segretari generali di FenealUil Sicilia Centrale, Filca Cisl Ag-Cl-En e Fillea Cgil Enna sostengono che l’ultimo colpo di coda dell’estate rende ancora più evidente che “non è possibile affidare la sicurezza degli operai esclusivamente a un’ordinanza, per quanto importante, se poi non esiste un sistema capace di garantirne concretamente l’applicazione. Una norma senza controlli rischia di diventare un pezzo di carta mentre, sotto il sole, continuano a lavorare persone in carne e ossa“.
L’esposto come punto di partenza e prevenzione
L’esposto generale, trasmesso agli organi di vigilanza, sostengono Mudaro, Gintili e Carnevale dev’essere il punto di partenza da utilizzare nei prossimi mesi e strumento di prevenzione dell’estate 2027.
Per FenealUil Sicilia Centrale, Filca Cisl Ag-Cl-En e Fillea Cgil Enna occorre lavorare sin da ora per arrivare al 2027 con una disciplina stabile e uniforme, non limitata alle sole ordinanze estive.
Esso prevede:
- Controlli capillari concentrati nelle ore e nei cantieri maggiormente esposti;
- squadre territoriali “anti-caldo” di vigilanza, istituite attraverso il coordinamento delle forze e degli organismi competenti a livello provinciale e sotto la regia del Prefetto;
- sistemi di rilevazione diretta della temperatura e dell’umidità nei luoghi di lavoro;
- mappatura preventiva di tutti i cantieri sul territorio;
- formazione specifica e obbligatoria sul rischio da calore;
- sanzioni severe, fino alla sospensione lunga delle attività, per le imprese che espongono i lavoratori a condizioni tali da metterne a rischio la salute e la sicurezza.
«Si tratta – dicono Mudaro, Gintili e Carnevale – di trasformare l’esperienza di queste ultime estati in un modello permanente di prevenzione. Lo stesso esposto chiede infatti che l’attività ispettiva non sia circoscritta alle singole segnalazioni, ma diventi preventiva, urgente, diffusa e coordinata sull’intero territorio provinciale, perché la tutela dal caldo non può dipendere dalla disponibilità della singola impresa a rispettare le regole.
Il 2027, insomma, dovrà cominciare adesso dopo il disastro di questi mesi. Abbiamo davanti mesi in cui istituzioni, organi di vigilanza, parti sociali e imprese possono costruire un sistema capace di prevenire l’emergenza anziché limitarsi a gestirla quando è già esplosa, chiedendo con forza che giunga in aiuto un intervento normativo serio».
