PALERMO, 21 settembre 2026 – Rafforzare il sistema territoriale di accoglienza e presa in carico dei minori stranieri non accompagnati, con particolare attenzione ai ragazzi più vulnerabili e ai giovani con bisogni specifici. È questo l’obiettivo di “Équipe in rete, Azioni innovative di potenziamento del sistema locale di supporto agli MSNA”, progetto FAMI 2021-2027, identificato con il codice PROG-1123, presentato questa mattina a Palermo dai rappresentanti del partenariato.
Il progetto coinvolge il Consorzio Umana Solidarietà s.c.s., Opera Prossima s.c.s., San Francesco s.c.s., Filef Basilicata s.c.s., Liberi D’Intrecciare s.c.s. e l’Università degli Studi di Palermo, Dipartimento PROMISE.
L’iniziativa avrà una durata di 24 mesi, ha ottenuto un finanziamento di 495 mila euro e sarà realizzata nelle province di Agrigento e Ragusa, due territori particolarmente coinvolti nella gestione dei flussi migratori e dei percorsi di accoglienza dei minori.
Un modello integrato per la presa in carico
“Équipe in rete” nasce dalla necessità di rafforzare il sistema locale di accoglienza e di intervenire sulle criticità legate al coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti. Tra gli obiettivi anche il potenziamento delle competenze specialistiche e la capacità di individuare e gestire tempestivamente le situazioni di vulnerabilità.
Particolare attenzione sarà dedicata alle condizioni di fragilità psicologica e alle situazioni connesse alla tratta e allo sfruttamento.
Saranno 200 i minori presi in carico e 150 i percorsi personalizzati destinati ai ragazzi che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità. I percorsi partiranno da una valutazione multidimensionale dei bisogni e potranno comprendere attività di supporto, interventi formativi ed educativi, orientamento al lavoro e, quando necessario, prestazioni specialistiche.
I piani individuali saranno monitorati nel tempo, così da consentire l’adeguamento delle azioni alle esigenze dei singoli minori e accompagnarli gradualmente verso l’inclusione e l’autonomia.
Il modello prevede inoltre la costituzione di due équipe multidisciplinari, che opereranno a supporto dei servizi e delle strutture già presenti sul territorio. Le équipe metteranno a disposizione competenze formative, sanitarie e psicosociali, favorendo una presa in carico più coordinata e qualificata.
Parallelamente sarà consolidata la rete tra enti pubblici, servizi sanitari, Terzo settore e altri soggetti impegnati nell’accoglienza e nella tutela dei minori, attraverso procedure condivise e accordi di collaborazione.
Formazione per 100 operatori e più tutori volontari
Tra le azioni previste dal progetto figura anche il rafforzamento delle competenze degli operatori. Saranno infatti formati 100 professionisti locali, con l’obiettivo di accrescere le capacità di intervento negli ambiti psicosociale, educativo e legale.
Un’azione specifica sarà dedicata inoltre all’incremento del numero dei tutori volontari, figure fondamentali per accompagnare i minori nei percorsi di protezione, orientamento e inclusione.
«Quando parliamo di minori stranieri non accompagnati, parliamo innanzitutto di ragazzi che hanno bisogno di essere ascoltati, tutelati e accompagnati nella costruzione del proprio percorso di vita», dichiara Nuccia Albano, assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro.
«La vera innovazione di questo progetto è nella capacità di mettere in rete competenze e professionalità diverse. Le équipe multidisciplinari, la formazione degli operatori, i percorsi personalizzati e il coinvolgimento delle istituzioni e del Terzo settore consentiranno di superare una logica frammentata e di costruire una presa in carico più integrata», aggiunge l’assessore.
Il progetto già operativo dal 15 giugno
«Il progetto nasce dall’esigenza di trasformare la collaborazione tra i diversi attori dell’accoglienza in un sistema strutturato e stabile», sottolinea Paolo Ragusa, coordinatore del progetto FAMI 1123.
«Nei territori di Agrigento e Ragusa abbiamo previsto un modello nel quale le competenze non vengono semplicemente affiancate, ma messe in relazione attraverso équipe multidisciplinari, protocolli condivisi e strumenti comuni. Il nostro intento è lasciare ai territori non soltanto le attività realizzate durante i 24 mesi di progetto, ma soprattutto competenze, procedure e relazioni capaci di continuare a produrre effetti nel tempo».
«Facendo crescere il capitale sociale dei territori e valorizzando i minori stranieri non accompagnati, offriamo energia nuova alla Sicilia e al Paese», conclude Ragusa.
Il progetto è operativo dallo scorso 15 giugno, con l’avvio della prima fase delle attività.
«La scelta di concentrare gli interventi nei territori di Agrigento e Ragusa nasce dalla necessità di intervenire in due aree particolarmente coinvolte nella gestione dei flussi e dell’accoglienza dei minori», spiega Marilena Titone, coordinatrice dell’Équipe Agrigento.
«Rafforzare la rete territoriale significa mettere in relazione competenze, servizi e professionalità, costruendo un modello di collaborazione capace di rispondere in modo più tempestivo e qualificato ai bisogni dei ragazzi. Allo stesso tempo, significa fornire agli operatori strumenti e competenze utili ad affrontare le situazioni più complesse», aggiunge.
Il convegno di presentazione
I lavori del convegno sono stati introdotti da Paolo Ragusa, coordinatore del progetto FAMI 1123, mentre la presentazione delle attività è stata affidata a Marilena Titone, coordinatrice dell’Équipe Agrigento.
Sono intervenuti, tra gli altri, Nuccia Albano, assessore regionale della Famiglia, delle Politiche sociali e del Lavoro; Davide Albano dell’Università degli Studi di Palermo, Dipartimento PROMISE; Alberto Spitale, presidente del Consorzio Umana Solidarietà; Maria Letizia Di Liberti, dirigente generale del Dipartimento della Famiglia e delle Politiche sociali; Mario Emanuele Alvano, segretario generale di ANCI Sicilia, e Rosaria Rizzari, referente provinciale di Palermo per la FIMP.
L’obiettivo finale di “Équipe in rete” è contribuire alla costruzione di un modello replicabile di accoglienza, capace di integrare la presa in carico individualizzata, le competenze specialistiche, la formazione degli operatori e la collaborazione tra i diversi soggetti del territorio.
Un sistema pensato per garantire ai minori stranieri non accompagnati percorsi più efficaci di protezione, inclusione e autonomia.
