Sette persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito dell’operazione Nexus, un’indagine condotta dagli investigatori della Digos di Siracusa e coordinata da Amelia Luise e Calogero Ferrara, procuratori delegati della Procura europea (EPPO), Ufficio di Palermo.
Tra gli indagati figurano l’appuntato capo Salvatore Strazzulla, considerato l’intermediario con la vicepresidente del Consiglio comunale e consigliera del Libero Consorzio di Siracusa Concetta Carbone e l’imprenditore Massimo Boscarino, entrambi ai domiciliari. Ancora tra gli indagati risultano altri 4 imprenditori, Giuseppe Boscarino, Salvatore Boscarino (1953), Salvatore Boscarino (1979), e Tino Bugliarello è stato disposto il divieto temporaneo, per dodici mesi, di esercitare attività imprenditoriali che consentano di richiedere contributi comunitari o statali.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Antonella Coniglio, ha disposto la custodia cautelare in carcere per una persona, gli arresti domiciliari per altre due e il divieto, per dodici mesi, di esercitare attività imprenditoriali che consentano di presentare istanze per ottenere contributi comunitari o statali nei confronti di quattro operatori economici.
L’inchiesta riguarda un presunto sistema illecito legato all’affidamento e alla gestione di lavori pubblici nel territorio siracusano, nel quale sarebbero coinvolti una figura politico-istituzionale locale, un appartenente all’Arma dei Carabinieri, un tecnico comunale con funzioni di responsabile unico del progetto (RUP) e un gruppo di imprenditori del settore delle costruzioni.
L’inchiesta parte dai lavori all’ostello di Cassibile
Uno dei principali filoni investigativi riguarda la realizzazione e il successivo ampliamento dell’Ostello per lavoratori migranti di Cassibile, struttura destinata ad accogliere i lavoratori stagionali impiegati in agricoltura. Al centro degli accertamenti figura il progetto di ampliamento denominato ACCA – Azioni di contrasto al Caporalato – Emergenza alloggiativa, finanziato con circa 1,67 milioni di euro destinati al Comune di Siracusa nell’ambito del PON Legalità FESR/FSE 2014-2020.
Gli investigatori avrebbero ricostruito le procedure relative a lavori, forniture, moduli abitativi e attrezzature, concentrando l’attenzione anche sulle modalità di esecuzione degli interventi e sulle eventuali anomalie riscontrate.
L’ipotesi di un sistema di appalti e favori
Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza del GIP, gli affidamenti pubblici sarebbero stati utilizzati, oltre che per le finalità amministrative previste, come strumenti per assicurare vantaggi economici, consolidare rapporti personali e compensare il sostegno politico ed elettorale.
Le contestazioni provvisorie riguardano, a vario titolo, le ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, traffico di influenze illecite, corruzione elettorale, favoreggiamento personale e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.
Il quadro investigativo delineerebbe una rete di relazioni tra amministratori, intermediari, tecnici e imprenditori, nella quale l’assegnazione dei lavori sarebbe stata condizionata da interessi diversi da quelli dell’imparzialità amministrativa, della concorrenza e dell’interesse collettivo.
Il militare indicato come figura centrale
Particolare rilievo assume la posizione di un appartenente all’Arma dei Carabinieri che, all’epoca dei fatti, prestava servizio presso la sezione di polizia giudiziaria della Procura di Catania. Il militare viene indicato dal GIP come presunta figura apicale del sodalizio e punto di collegamento tra la componente politico-amministrativa e quella imprenditoriale. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe sfruttato le proprie relazioni e le funzioni ricoperte per favorire l’accesso agli appalti pubblici e, in altre circostanze, acquisire e divulgare informazioni investigative riservate.
Nei suoi confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere, sulla base della valutazione delle esigenze cautelari operata dal giudice.
Il “pizzino” con l’elenco delle imprese amiche
Tra gli elementi più significativi richiamati nell’ordinanza figura il rinvenimento di un documento manoscritto, descritto come un vero e proprio “pizzino”, contenente un elenco di imprese considerate vicine al gruppo e che sarebbe stato consegnato al referente politico-istituzionale in vista di successive procedure di affidamento.
Gli investigatori avrebbero inoltre acquisito conversazioni dalle quali emergerebbero accordi di riservatezza tra i protagonisti, il ricorso a sistemi di comunicazione ritenuti non tracciabili e la disponibilità ad adeguare successivamente la documentazione amministrativa per giustificare anomalie già emerse durante l’esecuzione dei lavori.
Un altro passaggio dell’inchiesta riguarda una conversazione nella quale la figura politico-istituzionale avrebbe osservato che alle imprese vicine erano stati assegnati lavori in quantità considerevole, persino “oltre misura”, per un valore vicino al milione di euro nell’arco di un anno. Un episodio che, secondo la lettura investigativa, costituirebbe un elemento indicativo della presunta gestione degli appalti come risorse da distribuire nell’ambito di rapporti fiduciari.
Le presunte dazioni di denaro e le utilità
L’inchiesta avrebbe inoltre fatto emergere ipotesi di pagamenti e altre utilità collegati all’assegnazione dei lavori pubblici. Tra gli episodi contestati figurerebbero una somma di denaro destinata a esponenti politico-istituzionali, pagamenti periodici in favore di tecnici comunali e dazioni al militare, che sarebbero state corrisposte come remunerazione per l’attività di procacciamento degli appalti.
In un distinto episodio relativo all’ipotesi di traffico di influenze illecite, l’ordinanza farebbe riferimento alla promessa di una percentuale prestabilita sul corrispettivo di lavori pubblici, oltre a una somma fissa, quale compenso per l’intermediazione. Gli elementi raccolti sono ora al vaglio dell’autorità giudiziaria e dovranno essere valutati nelle successive fasi del procedimento.
