PALERMO — È un martedì di fortissima tensione politica e istituzionale in Sicilia. L’esecutivo regionale guidato da Renato Schifani si trova al centro di un vero e proprio terremoto politico e giudiziario, scatenato dall’ultima inchiesta che vede coinvolto Gaetano Armao, per il quale la Procura di Palermo ha chiesto l’arresto.
Nonostante la crescente pressione della politica locale e nazionale, il Presidente della Regione ha scelto, per ora, la linea del silenzio.
Schifani glissa con i cronisti, ma dentro Forza Italia parte il pressing
Partecipando in mattinata al Palazzo di Giustizia di Palermo al convegno “Raccontami, storie di donne tra mafia e antimafia”, il governatore Renato Schifani ha evitato di rispondere alle domande dei giornalisti. La sera precedente l’entourage della presidenza aveva fatto sapere che le valutazioni del governatore sarebbero arrivate a breve, ma al momento la posizione ufficiale rimane non pervenuta.
A complicare il quadro interno alla maggioranza sono arrivate le parole del commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, che di fronte agli ultimi scandali ha invocato apertamente un netto cambio di passo e un profondo rinnovamento all’interno della giunta.
L’affondo delle opposizioni: dal M5S all’alleanza AVS
Intorno alla Presidenza della Regione l’assedio politico delle opposizioni si fa sempre più stretto:
- Movimento 5 Stelle: Il coordinatore regionale Nuccio Di Paola ha rivolto un appello diretto proprio a Minardo: «Invito il commissario di Forza Italia a venire con noi martedì prossimo a chiedere le dimissioni del presidente Schifani». Di Paola ha inoltre criticato la gestione dei fondi della variazione di bilancio all’Ars, dichiarando che «il re è nudo» e sollecitando l’immediato ritorno alle urne per restituire la parola ai cittadini.
- Alleanza Verdi e Sinistra (AVS): Ancora più duri i vertici regionali Pierpaolo Montalto e Fabio Giambrone, che hanno parlato di un «baratro morale». Sotto la lente d’ingrandimento vi è la figura di Gaetano Armao — consulente giuridico nominato direttamente da Schifani — accusato di essere il regista di un sistema corruttivo spintosi fino al lucro sulle cure palliative per i malati terminali. Per AVS, le dimissioni del governatore sarebbero dovute arrivare immediatamente.
Cracolici (Antimafia): «Grave calo della tensione morale nelle istituzioni»
A margine delle commemorazioni per il 40º anniversario dell’uccisione di Claudio Domino a Palermo, è intervenuto anche Antonello Cracolici, presidente della Commissione regionale Antimafia.
Cracolici ha sottolineato la diretta responsabilità politica del governatore, invitandolo a valutare se sussistano ancora le condizioni per guidare la Regione Sicilia verso la fine della consiliatura. Commentando le vicende che coinvolgono Armao, il presidente dell’Antimafia ha denunciato un grave e preoccupante abbassamento della tensione morale e del senso del ruolo pubblico all’interno delle istituzioni isolane.
