Ancora infiltrazioni d’acqua all’ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa e scatta la chiusura dei locali dove si trovano le sale operatorie del blocco parto e il corridoio dove si svolgono le attività ambulatoriali di otorinosenologia, ginecologia e ortopedia. Il sindacato Nursind spiega che “per fortuna la riapertura è avvenuta nel giro di 24 ore, ma quanto accaduto, oltre a generare disagi organizzativi, solleva importanti questioni legate alla manutenzione delle strutture ospedaliere e alla gestione delle emergenze tecniche in ambito sanitario. Il trasferimento dell’attività operatoria ostetrica in una delle sale operatorie chirurgiche – prosegue il segretario territoriale del Nursind, Giuseppe Savasta – comporta inevitabili ripercussioni sull’organizzazione ospedaliera. Gli interventi programmati vengono ripianificati, con possibili allungamenti delle liste d’attesa. Eppure anche se come sindacato avevamo già lanciato l’allarme qualche settimana fa, sulle grosse problematiche strutturali dei vari presidi ospedalieri, non riscontriamo a tutt’oggi alcuna attività di prevenzione da parte della Direzione generale. Le normative vigenti in materia di sicurezza sanitaria impongono standard rigorosi per le sale operatorie, in termini di sterilità, controllo dell’aria e integrità strutturale. Anche una semplice infiltrazione può alterare tali parametri, rendendo obbligatoria la sospensione dell’attività fino al completo ripristino delle condizioni previste”.
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