La questione del Parco Nazionale degli Iblei prosegue e il parlamentare Carlo Auteri si esprime in merito al quadro conoscitivo e alla verifica dello stato delle acque dopo la segnalazione relativa ad eventuali scarichi urbani nelle acque dell’Anapo: “La risposta dell’Autorità di bacino alla mia richiesta conferma la necessità di approfondire le rilevanti criticità ambientali e idrogeologiche presenti nel territorio interessato dall’istituendo Parco nazionale degli Iblei.
Non si può procedere senza un quadro conoscitivo completo e senza verificare preventivamente lo stato delle acque, degli impianti di depurazione e delle aree esposte a rischio“.
L’Autorità di bacino del Distretto idrografico della Sicilia ha attivato la Conferenza permanente dei servizi, acquisendo i pareri delle strutture competenti e analizzando la sentenza del Tar di Catania del 9 giugno 2026 e la documentazione relativa al costituendo Parco.
“Avevo chiesto alle istituzioni di approfondire la presenza di scarichi urbani collegati al fiume Anapo, lo stato della depurazione nei Comuni montani, il monitoraggio delle acque e i fenomeni di dissesto, inondazione e allagamento che hanno interessato l’area. Dalla relazione ricevuta emerge un quadro articolato che merita attenzione e risposte concrete“.
Perimetrazione del futuro Parco con alcuni corpi idrici in stato chimico “non buono”
La perimetrazione coinvolge venti corpi idrici fluviali e quattro sotterranei. Nell’area dell’Anapo sono interessati tre corpi idrici fluviali e due sotterranei. Per questi ultimi il Piano di gestione registra uno stato quantitativo buono, ma uno stato chimico classificato come “non buono”, con il rinvio oltre il 2027 del raggiungimento degli obiettivi di qualità.
L’Autorità di bacino ha evidenziato come gli enti competenti dovranno verificare la regolarità delle autorizzazioni degli scarichi urbani, l’efficienza dei sistemi di raccolta e trattamento dei reflui e la loro compatibilità con gli obiettivi di tutela delle acque. Dovranno anche essere individuate le eventuali misure di adeguamento e risanamento.
Passaggio di grande importanza per Auteri perché certifica lìesigenza di controlli portuali. “Prima di assumere decisioni definitive – dice Auteri – occorre sapere quali scarichi siano autorizzati, se gli impianti funzionino correttamente e quale sia il loro impatto sul fiume Anapo, sulle falde e sull’intero ecosistema“.
Le altre aree sottoposte a prescrizioni
La relazione fa riferimento anche alle numerose aree sottoposte alle prescrizioni del Piano per l’assetto idrogeologico. Nelle porzioni della provincia di Siracusa inserite nella perimetrazione sono censiti fenomeni di crollo, colamenti rapidi, scorrimenti, franosità diffusa, erosione accelerata e frane complesse, con livelli di pericolosità che in alcuni casi raggiungono le categorie elevate e molto elevate P3 e P4. Nei territori costieri di Avola e Siracusa sono state inoltre individuate cinque aree con pericolosità molto elevata P4 e rischio R4 per fenomeni di crollo, oltre a un’area con pericolosità P3 e rischio R3 per erosione costiera.
“L’istituzione di un Parco – dice Auteri – non può prescindere dalla sicurezza dei cittadini, dalla tutela delle infrastrutture e dalla reale condizione ambientale dei territori coinvolti“.
Secondo l’Autorità di bacino, negli strumenti di pianificazione del Parco dovranno essere individuati con precisione:
- i dissesti
- le aree a rischio idraulico
- il reticolo idrografico
- le zone di naturale deflusso ed espansione delle acque
- le fasce di rispetto e le conseguenti limitazioni d’uso.
“Chiedo che tutti questi elementi – dice Auteri – vengano formalmente acquisiti nel procedimento e valutati dal ministero dell’Ambiente, dalla Regione e dagli altri enti competenti. Serve un confronto trasparente con i Comuni e con le comunità interessate.
La tutela ambientale deve fondarsi su dati aggiornati, depurazione efficiente, sicurezza idrogeologica e regole chiare, non su decisioni calate dall’alto o su una documentazione ancora troppo generale. Nonostante i miei solleciti, infine, ad oggi i Comuni non hanno inviato alcuna relazione relativa alle criticità tecniche e analitiche rispetto alle problematiche idrogeologiche e di depurazione. L’unico sindaco cui va dato atto di aver rispettato tempi e impegni è il primo cittadino di Buccheri Alessandro Caiazzo, per il resto la mia domanda è: cosa stanno aspettando?”.
