«La memoria come un labirinto»: gli intrecci giudiziari ed il valore dei verbali nell’era pre-digitale
PALERMO – «La memoria come un labirinto in cui entrare e subito uscire nel tentativo di non lasciare traccia». È una suggestione profonda quella che rievoca le dinamiche investigative e giudiziarie dei primi anni Novanta. Nel 1992, l'anno che ha segnato in modo indelebile la storia d'Italia e della Sicilia, non esisteva la velocità del digital footprint, non c'erano i comandi rapida di "copia e incolla" né la facilità d'eliminazione garantita da un tasto "canc". Era l'era delle macchine da scrivere, delle veline in carta copiativa, dei dossier archiviati nei faldoni di cartone e, soprattutto, degli incontri riservati "de visu",…
