“La zona industriale va protetta, gestita e strutturata per assicurare una programmazione intelligente. Bisogna pensare a un polo al passo con i tempi, moderno, con nuove tecnologie e in grado di assicurare il futuro a 10 mila famiglie. Il comparto va gestito in maniera oculata, perché se il sostegno al polo petrolchimico è quello dimostrato finora, vuol dire buttare al vento il lavoro di migliaia di padri di famiglia. Sono stato uno dei pochi a sollecitare il Governo centrale a risolvere la crisi della zona industriale, accentuata dall’embargo russo, ma il 5 dicembre è vicino, dietro l’angolo, e il problema non è stato risolto. Tra poco meno di 3 mesi i russi potrebbero abbandonare l’impianto Lukoil e possiamo già ipotizzarne la svendita, nel frattempo non è stata avanzata alcuna richiesta di compensazione o richiesta di garanzia sulla continuità aziendale e sulla sicurezza degli impianti. Non riusciamo a scorgere una prospettiva sul breve periodo, figurarsi a lungo termine. La questione riguardante il Polo Industriale di Siracusa deve essere al centro dell’agenda di Governo nazionale e regionale e deve tenere conto delle esigenze reali del territorio e dei suoi cittadini, a cui servono risposte certe e immediate”
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