Difesa NATO, parla il Comandante Grynkewich: “Nessuna guerra all’orizzonte, ma se attaccati neutralizzeremo il nemico”

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BRUXELLES – «La NATO non cerca la guerra con nessuno, ma nessuno scambi la nostra natura difensiva per debolezza. Se qualcuno sarà così sconsiderato da attaccarci, la nostra reazione renderà qualsiasi aggressione del tutto vana». Con queste parole il Comandante supremo della NATO in Europa, il generale Alexus Grynkewich, ha tracciato le linee guida della difesa atlantica durante il suo discorso al Warsaw Security Forum di Bruxelles.

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L’alto ufficiale ha rassicurato le cancellerie internazionali spiegando che un scontro diretto «non è imminente né inevitabile», ribadendo tuttavia come l’Alleanza stia affinando i propri strumenti di dissuasione per fronteggiare qualsiasi scenario, dal più probabile al semplicemente possibile.

La “Teoria della Vittoria”: le tre fasi della risposta militare

A definire i dettagli operativi dell’Alleanza è la nuova “Teoria della Vittoria”, un protocollo d’azione militare completato negli ultimi tre mesi che stabilisce l’esatta sequenza con cui la NATO risponderebbe a un’eventuale violazione dei propri confini:

  • Fase 1 – Blocco: Intercettare e arrestare immediatamente la spinta dell’attacco nemico.
  • Fase 2 – Depotenziamento: Smorzare la forza d’urto e le capacità offensive degli aggressori.
  • Fase 3 – Neutralizzazione: Distruggere e azzerare definitivamente le forze ostili, qualora l’azione nemica non si arresti.

Intelligence e preallarme: escluso l’effetto sorpresa

Il vertice militare dell’Alleanza si è detto assolutamente sicuro dei sistemi di sorveglianza e monitoraggio strategico in dotazione ai Paesi membri, escludendo l’eventualità di blitz o manovre a sorpresa ai danni della NATO:

«È estremamente improbabile che l’Alleanza venga colta impreparata. I nostri sistemi ci permetteranno di individuare un imminente attacco con ampio margine, garantendoci il tempo necessario per interpretare le intenzioni dell’avversario e schierare rapidamente le nostre truppe sul terreno».

La linea rimarcata a Bruxelles punta quindi a consolidare la forza della deterrenza collettiva: mostrare una struttura bellica perfettamente organizzata e pronta alla risposta per scoraggiare all’origine qualsiasi ipotesi di conflitto.

La NATO non cerca la guerra con nessuno, ma nessuno scambi la nostra natura difensiva per debolezza.

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