L’emergenza miasmi a Priolo prosegue e dopo le proteste cittadine arriva la preoccupazione da parte di CGIL, CISL e UIL. Quello a cui si sta assistendo, secondo le confederazioni sindacali, è una situazione intollerabile che compromette la qualità della vita e del lavoro, mette a rischio la salute dei cittadini e grava su intere comunità e famiglie. “Non siamo più disposti – dicono con fermezza – ad assistere all’inazione delle istituzioni e delle imprese. Occorrono risposte immediate, concrete e misurabili“.
Le richieste dei sindacati contro i miasmi
A tal proposito è stata avanzata la richiesta di un nuovo tavolo tecnico stabile che veda tra i partecipanti Prefettura, Regione Siciliana, i comuni dell’area industriale, ARPA, ASL, le aziende del polo industriale, le organizzazioni sindacali per:
- Un confronto costruttivo sulle misure da adottare;
- L’avvio urgente di un piano straordinario di monitoraggio ambientale e sanitario indipendente, con centraline fisse e mobili, biomonitoraggio della popolazione esposta e pubblicazione settimanale dei dati;
- L’adozione immediata di interventi tecnici sulle fonti emissive (riduzione delle emissioni odorigene, manutenzione impianti, adeguamento tecnologico) e il piano di investimenti necessari, con tempi certi;
- Delle garanzie occupazionali per i lavoratori durante le fasi di adeguamento, con percorsi di tutela della salute, controlli periodici e la condivisione dei dati epidemiologici in forma anonima e trasparente;
- L’attivazione di un fondo regionale e nazionale straordinario per i primi interventi di bonifica locale, misure di mitigazione e sostegno alle famiglie più vulnerabili.
Non è il momento della retorica
Aspetti di cui discutere con particolare attenzione mettendo da parte la retorica: “Servono impegni scritti – concludono i sindacati – cronoprogrammi e controlli effettivi. Le imprese devono assumersi le proprie responsabilità tecniche ed economiche, le istituzioni devono esercitare i poteri di controllo e tutela della salute pubblica”.
