Processo “Xidy”, stangata in Appello: oltre un secolo di carcere per i boss della mafia agrigentina

Confermato l'impianto accusatorio della DDA di Palermo. Inflitti 22 anni allo storico capomafia Falsone e 29 al vertice della Stidda Chiazza. Condannati anche i killer del giudice Livatino e l'ex ispettore di polizia Pitruzzella.
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PALERMO / AGRIGENTO – Più di un secolo di reclusione per blindare ed evidenziare la portata dell’operazione che ha smantellato i vertici di Cosa Nostra e della Stidda nella provincia di Agrigento. Il collegio della Corte d’Appello di Palermo, presieduto dal magistrato Adriana Piras, ha confermato integralmente le condanne del primo grado per gli imputati dell’inchiesta “Xidy” che avevano scelto il rito ordinario.

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L’indagine, condotta all’inizio del 2021 dai Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (ROS), aveva svelato la riorganizzazione dei mandamenti tra Canicattì, Campobello di Licata e Palma di Montechiaro, mostrando l’inaspettata alleanza e la pax d’affari siglata tra la mafia tradizionale e gli stiddari nel settore delle mediazioni agricole.

Le condanne ai vertici: Falsone e il patto con la Stidda

Il verdetto ha inflitto pene pesantissime ai vertici dell’organizzazione criminale:

  • Giuseppe Falsone: Allo storico capomafia di Campobello di Licata sono stati comminati 22 anni di reclusione. Nonostante la detenzione al regime di 41-bis seguita alla sua cattura in Francia nel 2010, Falsone è stato riconosciuto ancora come la guida indiscussa dell’organizzazione provinciale.
  • Antonino Chiazza: La pena più alta, 29 anni di carcere, è stata inflitta al boss palmese, considerato il vertice assoluto della Stidda canicattinese.

Semilibertà e nuovi reati: le condanne ai mandanti del delitto Livatino

La sentenza mette a nudo anche il fallimento dei percorsi di reinserimento per personaggi storici della criminalità organizzata che, pur godendo della semilibertà e dei permessi premio, continuavano a gestire gli affari mafiosi:

  • Antonio Gallea: Già condannato all’ergastolo come mandante dell’omicidio del giudice Rosario Livatino (avvenuto nel settembre 1990), Gallea – che usufruiva della semilibertà tra volontariato e studi universitari – è stato condannato a 28 anni di carcere in continuazione.
  • Santo Gioacchino Rinallo: Autore della strage dei fratelli Ribisi, anch’egli ammesso ai benefici dopo anni di reclusione, è stato condannato a 30 anni in continuazione.

Complicità istituzionali e troncone abbreviato

I giudici d’appello hanno confermato anche la condanna a 12 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa a carico dell’ex ispettore di polizia Filippo Pitruzzella. Inflitti inoltre 18 anni a Pietro Fazio e 1 anno e 4 mesi a Stefano Saccomando.

Il pronunciamento della Corte d’Appello valida e rafforza il lavoro condotto dai PM della DDA di Palermo (Paolo Guido, Claudio Camilleri, Gianluca De Leo e Francesca Dessì). Il quadro complessivo dell’inchiesta “Xidy” include anche le condanne già passate in giudicato nel rito abbreviato, tra cui i 23 anni al capomafia Lillo Di Caro, i 20 anni a Giancarlo Buggea e gli oltre 9 anni all’ex avvocato agrigentino Angela Porcello, considerata la mente finanziaria del mandamento.

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