ROMA – La Camera ha approvato definitivamente la nuova legge elettorale con 227 voti favorevoli e 164 contrari. Vengono cancellati i collegi uninominali per far posto a un sistema proporzionale corretto da un premio di governabilità: per ottenerlo (70 deputati e 35 senatori), la lista o coalizione deve risultare la più votata e raggiungere almeno il 42% dei voti validi sia alla Camera che al Senato.
Mentre le opposizioni parlano di “truffa” e preannunciano ricorsi costituzionali, i sondaggi scattano la fotografia di una sfida all’ultimo voto, dove la geometria delle alleanze diventa decisiva.
Nel centrodestra, il perimetro attuale (FdI, FI, Lega e Noi Moderati) si attesta al 40,2% per YouTrend, ma sale al 43,4% secondo Noto Sondaggi. Un’eventuale addizione di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci porterebbe la coalizione al 48% teorico, pur riscontrando le perplessità politiche di Forza Italia.
Sul fronte opposto, il “campo largo” fondato sull’asse Pd-M5S-Avs si ferma al 39,7% nella rilevazione YouTrend. L’integrazione di Italia Viva e +Europa risulta determinante per scavalcare la asticella, spingendo la coalizione al 43,7%. Resta da capire il ruolo di Azione e del centro, in un sistema che premia solo le intese ufficializzate prima del voto.
