Più trasparenza sull’utilizzo delle risorse pubbliche destinate alla sanità e ai servizi sociali. È l’appello lanciato dallo SPI CGIL di Siracusa, che chiede alle istituzioni di rendere conto non soltanto delle somme stanziate, ma soprattutto dei risultati ottenuti per i cittadini.
Negli ultimi anni, grazie ai fondi del PNRR e ad altri programmi straordinari, sono arrivate in Sicilia risorse significative per il potenziamento della sanità territoriale, dell’assistenza agli anziani, delle politiche per la disabilità e dei servizi sociali. Tuttavia, secondo il sindacato, resta aperta una questione fondamentale: capire come questi finanziamenti siano stati effettivamente utilizzati e quali benefici concreti abbiano prodotto.
Lo SPI CGIL richiama l’esperienza dell’Avviso 1/2022 del PNRR, che ha visto andare perduti in Sicilia quasi 36 milioni di euro destinati ai servizi sociali, risorse che avrebbero potuto sostenere anziani non autosufficienti, persone con disabilità e famiglie in difficoltà.
Particolare attenzione viene rivolta alla situazione sanitaria della provincia di Siracusa. Le Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità, i servizi territoriali e gli screening rappresentano, secondo il sindacato, il vero banco di prova della capacità delle istituzioni di trasformare gli investimenti in servizi realmente accessibili. “Una struttura inaugurata ma priva di personale non costituisce un reale progresso”, sottolinea il segretario generale dello SPI CGIL di Siracusa, Enzo Vaccaro.
Al centro delle critiche anche il tema delle liste d’attesa. Nonostante gli oltre 120 milioni di euro stanziati dalla Regione Siciliana dal 2023 al 2026 per ridurle, i dati disponibili continuano a evidenziare difficoltà significative. Secondo Vaccaro, la rappresentazione delle prime disponibilità attraverso sistemi informatici rischia di offrire un quadro solo parziale della situazione, costringendo spesso i cittadini a spostarsi anche di decine di chilometri per ottenere una prestazione nei tempi previsti.
Il sindacato richiama inoltre i dati pubblicati a livello regionale, che mostrerebbero un peggioramento degli indicatori relativi alle liste d’attesa nel primo quadrimestre del 2026. Per quanto riguarda l’ASP di Siracusa, le rilevazioni effettuate nelle cosiddette “settimane indice” evidenzierebbero percentuali di garanzia delle visite specialistiche ben lontane dagli obiettivi fissati.
Da qui la proposta dello SPI CGIL di avviare una nuova stagione di partecipazione e controllo democratico, coinvolgendo organizzazioni sindacali, terzo settore e amministrazioni locali nella valutazione dell’efficacia degli investimenti pubblici.
“Le risorse del PNRR e del Programma Equità nella Salute appartengono alle comunità e i cittadini hanno il diritto di sapere come vengono utilizzate”, afferma Vaccaro. “La vera sfida non è soltanto spendere i fondi disponibili, ma dimostrare che hanno prodotto più diritti, più salute e una migliore qualità della vita”.
