PALERMO – Arriva la prima sentenza nell’ambito delle inchieste sulle tangenti nella sanità siciliana. Il Gup Marta Maria Bossi ha condannato a sei anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici il commercialista Mario Lupo, ex presidente della Samot (società attiva nell’assistenza domiciliare ai malati terminali).
La condanna e il meccanismo delle mazzette
La decisione, maturata al termine del processo celebrato con il rito abbreviato, riguarda le mazzette che Lupo versava a Francesco Cerrito, ex dirigente dell’Asp 6 oggi in pensione. I due erano stati arrestati in flagranza di reato nel settembre dello scorso anno.
Secondo quanto ricostruito dalla sentenza, il denaro venivano consegnato al funzionario per velocizzare i pagamenti delle pratiche amministrative e favorire le attività della Samot. Lo stesso Cerrito (che ad aprile aveva concordato un patteggiamento a tre anni e sei mesi) aveva ammesso di aver ricevuto tra le 5 e le 6 dazioni per un importo complessivo compreso tra gli 11.000 e i 12.000 euro.
Le altre figure coinvolte nei filoni d’indagine
L’arresto di Lupo ha fatto da apripista a un secondo e più ampio filone di indagini che vede coinvolti diversi volti noti del panorama politico, burocratico e professionale dell’Isola:
- Gaetano Armao: Ex vicepresidente della Regione Siciliana;
- Pierluigi Matta: Avvocato;
- Luigi Zancla: Presidente della Samo;
- Giuseppe Geremia Lombardo: Deputato regionale.
L’esito del procedimento a carico di Lupo segna un passaggio chiave nella complessa vicenda giudiziaria che sta ridisegnando i contorni dei rapporti tra sanità privata, burocrazia e politica a Palermo.
