È iniziato il trasloco dell’Istituto Rizza nei locali dell’Insilera. Un trasferimento destinato a liberare aule e laboratori da mettere a disposizione dell’attiguo Liceo scientifico Corbino, nell’ambito del piano prospettato dal Libero Consorzio per una diversa organizzazione degli spazi scolastici.
Una decisione che, fin dal suo annuncio, ha suscitato forti polemiche e dissensi. Tra le voci più critiche c’è quella del professore e storico dell’arte Paolo Giansiracusa, che interviene con parole durissime contro l’operazione.
«Non si svuota un edificio storico privandolo della funzione educativa e istituzionale per cui è nato», afferma Giansiracusa, che definisce senza mezzi termini la scelta una «vergogna».
Nel mirino non c’è soltanto il trasferimento delle attività didattiche, ma il rischio, secondo il professore, di cancellare progressivamente una realtà che rappresenta un patrimonio culturale per l’intera città. «Non si priva un quartiere storico di una delle realtà culturali più importanti della città», sottolinea.
Ancora più netto il giudizio sulle conseguenze per il patrimonio dell’istituto: «Vergogna, non si dispone la cancellazione di una scuola storica, con archivi ultracentenari, biblioteca specialistica, laboratori con attrezzature di carattere museale, per accorpamenti e risparmi che sarebbe stato possibile ottenere nel rispetto degli equilibri consolidati».
Infine, l’appello rivolto a chi ha responsabilità nelle scelte amministrative: «Vergogna a chi non ha saputo difendere la città, svendendone i valori, la storia, le funzioni».
Il trasferimento, intanto, è già entrato nella sua fase operativa. E con l’avvio del trasloco torna al centro del dibattito cittadino la questione della tutela degli edifici scolastici storici e del patrimonio culturale custodito al loro interno.
