Palazzolo Acreide – “La Regione deve fare ricorso. I deputati nazionali devono presentare un emendamento per eliminare questo parco. Ognuno ci deve mettere la faccia. E serve un esposto in procura contro tutti quelli che hanno commesso il falso: dai commissari della provincia ai dirigenti della Regione”. Lo ha dichiarato sabato sera l’ex parlamentare regionale Giovanni Cafeo intervenendo all’incontro del comitato spontaneo “No Parco degli Iblei”.
Cafeo, che ha seguito il tema dal 2017, ha ringraziato gli organizzatori e sottolineato un punto: “Sembra che chi è contro il parco è contro l’ambiente, chi è a favore è per l’ambiente. La cosa strana è che questo strumento di programmazione economica è stato fatto con i piedi, con diverse omissioni e responsabilità di tutti. Ringrazio formalmente i cacciatori che per la propria passione difendono interessi che sono di tutti”.
L’ex deputato ha denunciato il metodo: “Sotto questa cosa del politicamente corretto, come se gli ambientalisti fossero i detentori del bene e tutti gli altri del male, ci troviamo un piano paesaggistico fatto di merda che ha bloccato un sacco di economia. Ci troviamo le zone SIN che devono arrivare i soldi e un’altra parte del territorio che non si può usare”.
Cafeo ha contestato la posizione dell’avvocatura dello Stato: “La dimostrazione della complicità degli uffici è che si diceva che il ricorso si poteva fare entro il 9 luglio, quando invece c’è un ricorso che si può fare entro il 9 settembre. Chi ci crede che il Presidente della Regione non sapeva niente? Io non ho ascoltato un partito, un’associazione di categoria o un sindaco in Camera Caritatis che non è d’accordo al fatto che non si faccia il parco. Eppure si sono mossi solo i cacciatori, nonostante ci siano 40.000 aziende”.
L’ex parlamentare ha rivendicato il proprio impegno: “Nel 2017 con tutti i sindaci, con Filippo e altri, abbiamo fatto audizioni. Commissione Ambiente presieduta dalla Savarino nel 2022, proposta da me, e Commissione Attività Produttive. Nei documenti non c’è la mia firma perché non me ne è mai fregato un cazzo di metterla. Mi è interessato promuovere e fare le cose per bene. Ho visto l’unicità e la pazzia di questo parco nazionale, soprattutto sul territorio della provincia di Siracusa, perché non può essere: gli altri parchi sono in altimetria”.
Cafeo ha indicato due azioni concrete: “La Regione deve presentare ricorso. I deputati nazionali devono presentare un emendamento affinché questo parco si elimini. Ognuno ci deve mettere la faccia, non solo i deputati regionali e nazionali, ma anche le organizzazioni di categoria. Tutti. Perché se una cosa non funziona e me la ripetono in commissione, perché fuori non lo devono dire? Perché si nemicano gli ambientalisti che poi gli fanno la guerra sull’azione industriale? Non esiste!”.
La seconda proposta è un esposto in procura: “Visto che si è presa la via degli esposti, facciamone uno chiaro in procura. Stiamo parlando di cose serie. Ci sono gli atti delle commissioni in cui si sono espressi tutti contrari. Vanno denunciati tutti quelli che hanno commesso il falso: dai commissari della provincia ai dirigenti della Regione, a tutti. Ne vale della vita nostra e dei nostri nipoti. Le organizzazioni di categoria, degli agricoltori, degli allevatori devono farli tutti assieme ai cacciatori, perché non è solo dei cacciatori la battaglia”.
Duro l’attacco all’assessore Savarino: “Ho testimonianza che anche alcuni di Fratelli d’Italia sono tutti contrari, ma un assessore non può tenere ostaggio la Sicilia. C’è il documento firmato dove conta. Bisogna dare la forza a Schifani che chiami il suo assessore e Fratelli d’Italia e gli dica ‘affare’. Mi dispiace che non c’è il Presidente della Commissione Ambiente. Voglio sapere cosa pensa l’assessore Savarino, perché se volessi fare polemica, prendo la commissione a firma sua: tu eri contrario. Ma non me ne frega niente, perché non risolve il problema”.
“Se dobbiamo fare tutti un esposto in procura, facciamolo”, ha concluso Cafeo. “Perché c’è stato il commissario della Provincia che se ne è fregato, il dirigente dell’assessorato Ambiente che ha fatto finta di niente, un assessore che prima ha detto no e poi ha detto sì. Questo è l’unico linguaggio che oggi capiscono: o l’esposto per l’ambiente o l’esposto in procura. Il tema principale è che non è stata rispettata la norma istitutiva. Una cosa che condiziona i prossimi cent’anni non può essere fatta con un emendamento dove ci inseriamo il parco”.
