Dalla Parmalat alla nuova frontiera del caffè: la storia professionale di un manager italiano che ha costruito in Romania un percorso fatto di relazioni, intuizioni e nuove opportunità per il made in Italy
Ci sono italiani che partono, lavorano all’estero e costruiscono la propria carriera lontano dal Paese d’origine.
E poi ci sono quelli che, attraverso il proprio lavoro, finiscono per diventare un punto di collegamento tra due mondi.
Nevio Menazza appartiene a questa seconda storia.
La sua esperienza professionale in Romania dura da molti anni e attraversa alcuni dei settori più importanti del consumo e dell’ospitalità: dall’alimentare al beverage, dall’acqua al caffè. Una carriera costruita sul mercato, sulle relazioni e sulla capacità di comprendere prima di tutto le persone che stanno dall’altra parte di una scrivania.
È un percorso che racconta anche qualcosa di più ampio: come la professionalità italiana possa diventare, all’estero, una concreta occasione di sviluppo e di incontro tra economie diverse.
Quando la Romania diventava una nuova frontiera
Per capire la storia professionale di Menazza bisogna tornare indietro di diversi anni.
La Romania stava vivendo una trasformazione profonda. Nuovi investimenti, nuove imprese e nuovi consumatori stavano cambiando rapidamente il volto del mercato.
In quel contesto Menazza assume un ruolo commerciale di responsabilità in Parmalat Romania, arrivando a ricoprire l’incarico di Direttore Commerciale.
Non era soltanto una questione di vendite.
Entrare in un mercato nuovo significa imparare a conoscerne abitudini, linguaggi, sensibilità e modalità di fare impresa. Significa capire che ciò che funziona in Italia non necessariamente funziona allo stesso modo a Bucarest, Cluj o Timișoara.
È probabilmente anche attraverso questa esperienza che Menazza ha costruito quella conoscenza del mercato romeno che ancora oggi caratterizza il suo percorso.
L’esperienza che diventa visione
Negli anni successivi il suo cammino professionale cambia settore, ma non cambia la filosofia di fondo.
Food, beverage, acqua e caffè diventano capitoli diversi di una stessa storia: quella dello sviluppo commerciale.
Oggi Menazza opera nell’area Coffee & Water Business Development di La Fântâna, una delle realtà conosciute nel mercato romeno dell’acqua e dei servizi professionali legati al caffè.
Ed è proprio il caffè a rappresentare oggi uno degli ambiti più interessanti della sua attività.
Perché il caffè, in Romania come in molti altri Paesi, non è più soltanto una bevanda.
È diventato cultura, esperienza, qualità, identità. E in questo settore la tradizione italiana possiede un patrimonio difficilmente replicabile.
Il progetto KAFUNE.
È in questo scenario che si inserisce KAFUNE TRE MONDI, il progetto rivolto al mercato HoReCa.
Un blend 100% Arabica che riunisce origini provenienti da Colombia, Tanzania e Papua Nuova Guinea, presentato come una proposta premium destinata al mondo professionale.
Il progetto è stato portato anche all’attenzione del pubblico del Bucharest Coffee Festival, uno degli appuntamenti dedicati alla cultura del caffè nella capitale romena.
Dietro un prodotto del genere c’è naturalmente una filiera internazionale. Ma c’è anche una precisa idea di mercato: proporre al consumatore e all’operatore professionale un’esperienza nella quale qualità del prodotto, servizio e cultura del caffè possano convivere.
Ed è proprio qui che il percorso di Menazza diventa interessante anche dal punto di vista italiano.
Non soltanto vendere, ma creare occasioni
Il valore di un professionista che lavora all’estero non si misura soltanto nei risultati commerciali.
C’è un’altra dimensione, meno visibile ma spesso decisiva: la capacità di creare occasioni per il proprio Paese attraverso il mercato internazionale.
Un manager italiano che lavora in Romania porta con sé conoscenze, relazioni e cultura professionale. Quando queste competenze vengono utilizzate per sviluppare prodotti, servizi e progetti legati alla tradizione italiana, il beneficio può estendersi ben oltre la singola azienda.
È una forma di internazionalizzazione che passa dalle persone prima ancora che dai bilanci.
Ed è forse questa la chiave attraverso cui leggere la storia di Menazza.
Due Paesi, una sola esperienza
Italia e Romania sono diventate, nel suo percorso, due parti della stessa esperienza professionale.
Da una parte la cultura italiana del prodotto, del gusto e del servizio. Dall’altra un mercato romeno dinamico, in crescita e sempre più aperto alla qualità.
In mezzo, la figura del professionista.
È il ruolo di chi deve conoscere entrambe le realtà, parlare linguaggi diversi e trovare un punto d’incontro.
Una capacità che nel mondo contemporaneo assume un valore crescente, soprattutto in settori come il food & beverage, dove il prodotto porta con sé anche una storia, una cultura e un modo di vivere.
Il business delle relazioni
C’è poi un elemento che difficilmente compare nei numeri: la fiducia.
Anni di lavoro in un Paese significano costruire relazioni, conoscere persone, attraversare momenti economici diversi e imparare dagli errori.
È questo capitale umano che spesso permette a un professionista di trasformare una semplice opportunità commerciale in un progetto più ampio.
Nel percorso di Menazza, la dimensione delle relazioni sembra avere avuto un ruolo importante. Non soltanto rapporti tra aziende, ma anche rapporti personali e professionali costruiti nel tempo.
È una modalità di fare business che conserva qualcosa di molto italiano: il valore della parola, della presenza, della stretta di mano e della capacità di guardare negli occhi il proprio interlocutore.
Un ambasciatore senza etichetta
Non servono necessariamente incarichi istituzionali per rappresentare un Paese.
A volte basta il proprio lavoro.
Un ristoratore che sceglie un determinato caffè, un imprenditore che decide di investire in un nuovo prodotto, un professionista che porta una tecnologia o una competenza italiana in un mercato straniero: sono tutti piccoli tasselli di quella che oggi viene chiamata internazionalizzazione.
Da questo punto di vista, la storia professionale di Menazza può essere letta anche come quella di un ambasciatore informale dell’eccellenza italiana.
Non attraverso slogan, ma attraverso il lavoro quotidiano.
Una carriera ancora in movimento
Oggi il suo nome è legato soprattutto al mondo del caffè e allo sviluppo del business nel settore HoReCa.
Ma la parte più interessante della sua storia non è necessariamente ciò che è già stato fatto.
È ciò che può ancora nascere da una carriera costruita per decenni tra Italia e Romania.
Perché i mercati cambiano, i consumatori cambiano e anche il modo di fare impresa cambia. Rimane però una qualità che non passa di moda: la capacità di riconoscere un’opportunità e trasformarla in una relazione, un progetto e, quando le condizioni lo permettono, in un risultato concreto.
Quella di Nevio Menazza è, in fondo, una storia italiana raccontata fuori dall’Italia.
Una storia fatta di lavoro, esperienza e capacità di adattarsi.
Ma soprattutto una storia che mostra come un professionista possa portare con sé, oltre confine, qualcosa che appartiene alla propria cultura imprenditoriale e trasformarlo in una nuova opportunità.
Per l’azienda, per il mercato e, indirettamente, anche per il Paese da cui quella professionalità proviene.
