Maxi-discarica a Stallaini, l’allarme di Vernali e Mangiafico: “A rischio l’acqua di mezza provincia”

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NOTO – Una maxi-discarica da 614 mila metri cubi a soli 350 metri dalla Riserva naturale di Cavagrande del Cassibile e a 80 metri dal fiume Manghisi. È il progetto autorizzato in contrada Stallaini, nel territorio di Noto, finito al centro del duro attacco lanciato dall’attivista Maria Vernali e da Michele Mangiafico, coordinatore di Civico4 e referente del movimento Controcorrente.

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I punti chiave dell’inquinamento paventato

  • Ubicazione a rischio: Impianto previsto nel comune di Noto, a brevissima distanza dal fiume Manghisi e dal crinale di Cavagrande.
  • Minaccia alle falde acquifere: Il terreno carsico rischia di veicolare il percolato nelle sorgenti che riforniscono Avola, Siracusa e i comuni iblei.
  • Impatto ambientale e aereo: I venti dominanti condurrebbero miasmi, emissioni e polveri direttamente verso la riserva naturale.
  • Attacco alle istituzioni: Sotto la lente il decreto regionale di autorizzazione rilasciato alla società privata.

Il rischio disastro: “Il percolato minaccia le sorgenti d’acqua pura”

Richiamando gli studi divulgati dal geologo Giuseppe Cugno, Vernali e Mangiafico evidenziano la fragilità dell’altopiano ibleo, caratterizzato da calcari altamente permeabili che costituiscono la principale riserva idrica del territorio.

“In caso di deterioramento delle geomembrane artificiali della discarica, il percolato si infiltrerebbe direttamente nelle fratture carsiche di Contrada Stallaini, contaminando le falde che alimentano i centri di Avola e Siracusa e l’area Ciane-Saline. È un rischio di disastro ambientale incalcolabile per la salute e per l’economia agricola e turistica del distretto”.

Oltre al danno sotterraneo, gli esponenti denunciano le conseguenze per l’atmosfera: i venti diretti verso la costa trasporterebbero i miasmi dell’impianto direttamente sopra l’area protetta di Cavagrande.

L’affondo contro la Regione: “Schifani blocchi immediatamente il decreto”

Nel mirino c’è il provvedimento dell’Assessorato regionale al Territorio e all’Ambiente che ha dato il via libera al progetto della società SoAmbiente srl.

“La burocrazia di Palermo ha firmato in silenzio la condanna a morte dell’altopiano ibleo”, incalzano Vernali e Mangiafico, contestando l’incapacità della politica locale di fermare l’iter: “Servono i fatti e non le parole. Chiediamo al presidente della Regione Renato Schifani di revocare immediatamente l’atto per difendere l’integrità del nostro patrimonio naturalistico”.

Tag (separati da virgole): Discarica Stallaini, Cavagrande del Cassibile, Maria Vernali, Michele Mangiafico, Noto, Avola, Siracusa, Renato Schifani, rischio ambientale, fiume Manghisi

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