MILANO – Intervenendo all’Assemblea Generale di Assolombarda a Milano, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tracciato le linee guida della strategia energetica dell’esecutivo. Un piano a due velocità che punta a coniugare risposte congiunturali sul caro-energia e una visione industriale di lungo periodo fondata sul ritorno all’energia nucleare di nuova generazione, con l’obiettivo di avviare la prima produzione «entro il prossimo decennio».
La premier ha annunciato l’avvio di trattative avanzate con la Commissione Europea per raffreddare i costi del gas impiegato nella produzione termoelettrica, criticando al contempo il funzionamento del mercato dei crediti di carbonio ETS (Emission Trading System).
La trattativa con Bruxelles per disaccoppiare il costo dell’elettricità
Il fulcro dell’intervento d’emergenza riguarda il meccanismo di formazione del prezzo all’ingrosso dell’elettricità, attualmente basato sul criterio del prezzo marginale (dove l’ultima centrale necessaria a soddisfare la domanda, spesso a gas, determina il prezzo per tutte le altre fonti):
- Intervento mirato: L’ipotesi in discussione a Bruxelles punta a calmierare esclusivamente il prezzo del gas destinato alla generazione elettrica, non configurando un ribasso generalizzato per il riscaldamento o gli usi domestici diretti.
- Nessun automatismo sulle bollette:Trattandosi di una fase negoziale e non di un dispositivo esecutivo, restano da chiarire la data d’avvio, i criteri di calcolo del prezzo di riferimento, la copertura finanziaria e la quota reale di beneficio trasferibile ai consumatori.
- I costi in fattura: Un calo dei prezzi all’ingrosso dell’energia non si traduce automaticamente in una riduzione di pari entità della fattura finale. Le bollette definite da ARERA comprendono infatti rilevanti quote per tariffe di rete, oneri generali di sistema e imposte.
La stoccata all’ETS e la legge delega sul nucleare sostenibile
Oltre al nodo gas, la premier ha contestato la rigidità del sistema ETS, giudicato penalizzante per la manifattura europea nel confronto con i concorrenti internazionali operanti in Paesi con standard ambientali meno stringenti.
Sul versante strutturale, il percorso normativo per la reintroduzione dell’energia atomica in Italia compie un passo formale decisivo:
La cornice normativa: L’indirizzo politico trova riscontro nella Legge delega sul nucleare sostenibile (Legge n. 169 del 29 settembre 2026), approvata dal Senato il 23 settembre 2026 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 settembre, con entrata in vigore fissata al 15 ottobre 2026.
Il provvedimento non autorizza l’avvio immediato dei cantieri ma delega il Governo ad adottare, entro 12 mesi, i decreti legislativi che disciplineranno sicurezza, localizzazione dei siti, governance e gestione dei rifiuti radioattivi secondo gli standard dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA).
