Ortigia senz’acqua da tre giorni: la protesta dei residenti

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Per il terzo giorno consecutivo numerose utenze di Ortigia e Borgata continuano a segnalare assenza d’acqua o una pressione talmente bassa da rendere estremamente difficoltoso il normale utilizzo del servizio idrico.
La situazione sta assumendo dimensioni non più accettabili.
L’8 ottobre Aretusacque aveva comunicato la conclusione di un intervento alle ore 11:30 e la progressiva normalizzazione del servizio nel corso del pomeriggio. Il giorno successivo il Gestore ha invece comunicato un nuovo “doppio guasto”, indicando il ritorno alle normali condizioni di fornitura nelle ore notturne.

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Questa mattina, 10 ottobre, numerose utenze continuano tuttavia a essere prive d’acqua o a riceverla con pressione insufficiente.
A questo punto non sono più sufficienti comunicazioni generiche sulla “progressiva normalizzazione”. Aretusacque deve dire con chiarezza quale sia lo stato effettivo della rete, quali guasti siano ancora presenti, quali interventi siano in corso e soprattutto quali siano tempi realistici per il completo ripristino.
Considerata la durata del disservizio, chiediamo inoltre che nelle aree in cui non sia possibile garantire un’adeguata erogazione vengano immediatamente predisposti servizi sostitutivi di approvvigionamento idrico e che venga verificata, per le utenze interessate da interruzioni prolungate, l’applicazione degli standard e degli eventuali indennizzi previsti dalla regolazione ARERA.
Ma c’è anche una questione più generale che non può continuare a essere rinviata.
Già al momento del subentro di Aretusacque, di fronte ai primi disservizi registrati, il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente aveva chiesto formalmente via PEC al nuovo Gestore, e al presidente dell’Ati Idrico Francesco Italia, di rendere noto un cronoprogramma degli investimenti sulla rete, con l’indicazione delle priorità di intervento e delle criticità da affrontare.
A quella richiesta non è mai arrivata risposta.
Alla luce di quanto sta accadendo oggi, quel silenzio appare ancora più grave. Una società chiamata a gestire per decenni un servizio pubblico essenziale dovrebbe considerare il confronto con gli utenti e con le realtà civiche del territorio parte integrante del proprio rapporto istituzionale con la città. Allo stesso modo l’ATI idrico, che dovrebbe esercitare le funzioni di governo, indirizzo e controllo sulla gestione del servizio, non può limitarsi a un ruolo meramente formale, ma deve assicurare trasparenza, vigilanza sull’attuazione degli investimenti e un’informazione chiara ai cittadini sulle priorità e sui tempi degli interventi necessari a superare le criticità della rete.
Non chiediamo annunci, ma informazioni verificabili. I cittadini non possono essere lasciati per giorni senza acqua e, nello stesso tempo, senza conoscere quale programma concreto esista per ridurre il rischio che situazioni di questo tipo continuino a ripetersi.
Chiediamo pertanto ad Aretusacque un aggiornamento pubblico immediato e puntuale sul disservizio in corso, l’attivazione delle misure sostitutive dovute ai sensi della regolazione ARERA e un riscontro alla richiesta già formulata dal Comitato sul cronoprogramma degli investimenti e sulle priorità di intervento sulla rete idrica.

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