RIAD – Momenti di altissima tensione e grande apprensione nel cuore della penisola arabica. Una forte esplosione è stata avvertita chiaramente a Riad nei pressi del centro cittadino, come confermato sul posto dai giornalisti delle agenzie internazionali subito dopo l’attivazione delle sirene d’allarme da parte delle autorità saudite.
Il Regno dell’Arabia Saudita è infatti finita nuovamente nel mirino degli attacchi aerei e missilistici condotti dai ribelli Houthi, il gruppo armato filo-iraniano attivo nello Yemen confinante.
Il messaggio d’allarme alla popolazione e il rientro dell’emergenza
A Riad, sui telefoni e sui dispositivi dei residenti della capitale è comparso l’avviso di massima emergenza da parte dei sistemi di difesa civile:
«La città di Riad è interessata da una minaccia aerea ostile», recitava il messaggio ufficiale inviato agli abitanti per invitare tutti a ripararsi al chiuso o a cercare rifugi sicuri.
Poco dopo, il dispositivo di difesa aerea saudita ha comunicato la revoca dell’allarme, lasciando intendere l’intercettazione e il neutralizzamento della minaccia nei cieli della capitale o la caduta di detriti in aree non abitate.
Boati nell’Est del Paese vicino ai siti petroliferi di Aramco
La minaccia aerea non si è limitata alla sola Riad. Testimoni locali e fonti d’agenzia hanno riferito di esplosioni avvertite distintamente anche nella Provincia Orientale dell’Arabia Saudita, proprio a ridosso degli impianti strategici e delle raffinerie del colosso petrolifero statale Aramco.
- Il precedente e le infrastrutture: Le infrastrutture energetiche di Aramco rappresentano da tempo il target principale delle sortite aeree e dei droni suicidi lanciati dalle postazioni Houthi.
- Impatto sui mercati: L’escalation di attacchi nel Golfo Persico e nell’Est del Paese accresce immediatamente l’instabilità nei mercati petroliferi e geopolitici mondiali.
