PALERMO – Un misto di sicurezza istituzionale, gergo manageriale d’oltremanica e giustificazioni preventive che oggi, alla luce degli atti giudiziari, assume contorni del tutto particolari. Le intercettazioni e i verbali relativi all’inchiesta per corruzione a carico di Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana ed ex presidente della Commissione Tecnica Specialistica (CTS), continuano a far discutere sia sul piano giudiziario che su quello politico.
Fra le carte dell’indagine condotta dalla Procura e dalla Squadra Mobile di Palermo, emergono infatti conversazioni in cui l’avvocato amministrativista rivendicava il ricorso alle «best practice» amministrative di fronte a imprenditori e interlocutori, paventando scenari drastici per difendere la regolarità (almeno formale) delle procedure sotto uno «stress territoriale» costante.
Il quadro giudiziario: dalla Procura ordinaria alla Corte dei Conti
La posizione di Gaetano Armao si è fatta via via più complessa nell’arco di poche settimane, toccando due distinti fronti di indagine:
- L’inchiesta per corruzione: La Procura di Palermo ha avanzato richieste di misure cautelari nell’ambito di un’indagine su presunte mazzette, che coinvolge a vario titolo manager, professionisti e imprenditori. Armao, dal canto suo, ha respinto le accuse sostenendo che le dazioni di denaro contestate fossero unicamente prestiti o compensi per attività professionali legali.
- Il blitz della Guardia di Finanza alla Regione: Nelle stesse ore, la Procura della Corte dei Conti ha aperto un fascicolo contabile sui compensi e sui contratti di consulenza attribuiti ad Armao dalla Presidenza della Regione Siciliana. I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria delle Fiamme Gialle si sono presentati negli uffici regionali per acquisire tutta la documentazione relativa agli incarichi affidati all’ex assessore.
L’impatto politico a Palazzo d’Orléans
Le rivelazioni e gli sviluppi investigativi continuano a scuotere la maggioranza e il governo regionale guidato da Renato Schifani. Le opposizioni chiedono chiarezza immediata sui criteri di assegnazione delle consulenze d’oro e sui pareri rilasciati negli anni dalla CTS, mentre la magistratura contabile punta a verificare l’eventuale sussistenza di un danno erariale per le casse della Regione.
