CUMO Noto: Marziano chiede svolta dopo le sentenze del TAR

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NOTO – Le recenti decisioni del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) sul Consorzio Universitario Uniblese (CUMO) di Noto riaccendono il dibattito sul futuro del polo accademico netino. L’ex assessore regionale Bruno Marziano analizza gli strascichi giudiziari delle pronunce e traccia le priorità per il rilancio dell’istituzione.

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I giudici amministrativi hanno respinto il ricorso del Comune di Noto contro la nomina a presidente dell’ex sindaco Corrado Bonfanti e accolto quello dell’Università degli Studi di Messina contro la sostituzione del proprio rappresentante nel CUMO.

«Sprecati fondi pubblici per ricorsi temerari»

Secondo Marziano, le sentenze confermano i dubbi avanzati nei mesi scorsi sulla tenuta gestionale dell’ente:

«Le sentenze del TAR hanno dimostrato che si trattava di ricorsi temerari con i quali si sono spesi fondi pubblici, determinando la quasi paralisi del consorzio. Non avevamo tutti i torti a lanciare l’allarme sui rischi corsi dal CUMO», dichiara Bruno Marziano.

L’esponente politico sollecita il ritorno al modello virtuoso del passato (come sotto la gestione del prof. Spataro), quando il Consorzio registrava un attivo di oltre un milione di euro e ampliava la propria offerta formativa fino all’attivazione dei corsi di laurea magistrale.

Le tre priorità: Statuto, Casa dello Studente e Regione

Per superare la paralisi operativa, Marziano individua tre azioni urgenti:

  1. Riforma dello Statuto: Revisione del testo fondativo, oggi in parte inattuato e inapplicabile.
  2. Sblocco della Casa dello Studente: Apertura dell’immobile – costato centinaia di migliaia di euro – attualmente fermo per mancanza di risorse di completamento.
  3. Patto con la Regione: Ripristino del dialogo con la Regione Siciliana per ottenere i trasferimenti spettanti ed eliminare le emergenze gestionali.

«L’istituzione culturale più importante di Noto non può essere terreno di battaglie politiche e riscontri personali», conclude Marziano.

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