Medioriente, Channel 12: «Netanyahu a Trump: valutare il ripresa degli attacchi contro l’Iran prima delle elezioni»

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GERUSALEMME / WASHINGTON – Tensione alle stelle nel settore mediorientale dopo le indiscrezioni rivelate dall’emittente televisiva israeliana Channel 12. Secondo quanto riportato dalla rete, la scorsa settimana il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe avuto un colloquio con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump per discutere la concreta possibilità di riprendere le operazioni militari e gli attacchi diretti contro l’Iran.

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L’iniziativa del premier israeliano ha sollevato forti reazioni nei palazzi del potere americani, aprendo nuovi scenari di crisi internazionale nell’imminenza dell’appuntamento elettorale negli USA.

Le preoccupazioni sul programma nucleare di Teheran

Stando a quanto riferito da Channel 12, funzionari governativi americani si sarebbero detti fortemente colpiti e sorpresi dall’interesse manifestato da Netanyahu nel sollecitare un’azione militare contro il regime degli Ayatollah prima dello svolgimento delle elezioni presidenziali americane.

A giustificazione della necessità di un immediato e drastico intervento militare, il premier israeliano avrebbe citato dossier d’intelligence che evidenziano «preoccupanti nuovi passi» compiuti dall’Iran sul fronte dello sviluppo nucleare.

«Una delle ragioni principali addotte da Netanyahu per sostenere l’urgenza di lanciare l’operazione strategica risiede nei recenti e pericolosi progressi compiuti da Teheran nel campo dell’arricchimento dell’uranio e della tecnologia nucleare», sostengono le fonti citate dall’emittente israeliana.

Uno scenario geopolitico ad alta tensione

La fuga di notizie evidenzia la crescente divergenza o il delicato coordinamento tattico tra Tel Aviv e Washington in una fase politica estremamente delicata:

  • Pressione temporale: L’ipotesi di un blitz prima del voto USA mira a condizionare le scelte strategiche a lungo termine della Casa Bianca e della stabilità regionale.
  • La minaccia atomica: Per Tel Aviv il superamento di determinate “linee rosse” nello sviluppo nucleare iraniano rappresenta una minaccia esistenziale non procrastinabile, indipendentemente dal calendario politico degli alleati occidentali.

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