WASHINGTON / KIEV – La controversia sulle comunicazioni satellitari militari in Ucraina si trasforma in un aperto scontro politico tra il fondatore di SpaceX, Elon Musk, e la Casa Bianca. Di fronte alle severe proteste delle autorità di Kiev per le restrizioni operative imposte alla rete satellitare militare Starshield – che hanno bloccato l’impiego dei droni ucraini ad alta velocità – l’imprenditore ha respinto ogni addebito, attribuendo le limitazioni tecniche al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e ai vertici del Pentagono.
Le dichiarazioni di Musk spostano il focus della polemica dall’azienda fornitrice alla committenza pubblica di Washington, scatenando immediate e violente reazioni politiche al Congresso americano.
La difesa di Elon Musk: «I sistemi sono del governo USA»
Rispondendo alle sollecitazioni delle autorità ucraine, Musk ha chiarito che l’infrastruttura Starshield è di proprietà governativa e risponde unicamente alla catena di comando militare degli Stati Uniti:
- Piena responsabilità politica: Secondo Musk, qualsiasi parametro tecnico, condizione d’impiego o restrizione sui terminali viene decisa dall’amministrazione e dai militari americani, con responsabilità finale in capo al presidente Donald Trump.
- Distinzione tra Starlink e Starshield: L’imprenditore ha ribadito che la rete commerciale Starlink è riservata a scopi civili e difensivi, mentre le capacità belliche offensive rientrano esclusivamente nella sfera di Starshield, gestita dalle forze armate USA.
Il limite di velocità e l’impatto sui droni ad alta velocità
A far esplodere la crisi sono state le denunce dello specialista ucraino di guerra elettronica Serhii Beskrestnov (“Flash”), confermate dall’agenzia Anadolu. I droni ucraini a reazione perdevano sistematicamente il segnale superata una determinata soglia di velocità:
- Il blocco operativo: Non si è trattato di un degrado della banda, ma di un vincolo di movimento del terminale che interrompeva la connessione oltre i 160 km/h (e in alcuni contesti persino attorno agli 80 km/h).
- Ripristino parziale: Nella serata del 14 ottobre, Mykhailo Fedorov ha annunciato il ripristino della connettività fino alla soglia dei 160 km/h (100 mph).
- Le proteste di Kiev: Il Ministero della Difesa ucraino ha evidenziato come il tetto dei 160 km/h continui a paralizzare l’uso dei droni di nuova generazione, chiedendo l’immediata e completa eliminazione di ogni filtro di velocità.
Bufera al Congresso USA e tensioni geopolitiche
La chiamata in causa della Casa Bianca da parte di Musk ha provocato una dura offensiva politica a Washington. I deputati democratici della Commissione Esteri della Camera hanno accusato l’amministrazione Trump di favorire indirettamente Vladimir Putin limitando la difesa ucraina. Al Senato, Jeanne Shaheen ha chiesto il ripristino incondizionato del servizio, sollecitando chiarimenti ufficiali al Segretario alla Difesa Pete Hegseth.
Il caso si inserisce in un quadro di forti attriti tra Washington e Kiev, segnato dalle recenti lamentele del presidente Volodymyr Zelensky per presunti ritardi nei preavvisi sugli attacchi balistici russi e dalle critiche di Trump contro i raid ucraini rivolti alle raffinerie in territorio russo.
