Finanziaria ARS, manovra da 600 milioni in stallo: 3.000 emendamenti e maggioranza a caccia di una ‘exit strategy’

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PALERMO – Terzo giorno di sostanziale stallo all’Assemblea Regionale Siciliana sulla manovra finanziaria da oltre 600 milioni di euro. Il testo della legge resta bloccato alla fase della discussione generale, frenato da un maxiemendamento complessivo di 126 articoli e circa 3.000 emendamenti presentati.

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Una mole di proposte emendative che rischia di paralizzare l’aula per settimane e che sta spingendo il presidente della Regione, Renato Schifani, e la maggioranza di centrodestra a rivedere rapidamente la strategia d’aula per evitare il definitivo pantano nei lavori parlamentari.

La tattica dell’opposizione e la seduta all’ARS

Nel corso dei lavori d’aula, i deputati del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle si sono alternati negli interventi con lunghi discorsi volti a rallentare l’iter di approvazione e costringere il governo regionale alla trattativa sui contenuti della manovra:

  • I tempi previsti: L’obiettivo iniziale del presidente Schifani era di chiudere l’esame della finanziaria in tempi rapidi; con i ritardi accumulati, la tabella di marcia slitta di almeno dieci giorni rispetto alle previsioni.
  • I numeri del testo: 126 articoli complessivi da esaminare singolarmente insieme al pacchetto di 3.000 emendamenti incardinati dalle opposizioni.

Il vertice di maggioranza: stralcio o accordo politico?

Di fronte all’impassabilità dell’aula, il presidente dell’ARS Gaetano Galvagno ha promosso un vertice d’urgenza con la maggioranza e l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino:

  1. L’ipotesi stralcio (Proposta Galvagno): Avvalersi delle prerogative regolamentari della presidenza dell’ARS per stralciare autonomamente una parte degli articoli non ordinamentali o privi di copertura, sfoltendo e alleggerendo il testo.
  2. L’ipotesi intesa (Proposta Dagnino): Cercare una mediazione politica diretta con i gruppi di opposizione (PD e M5S) per concordare il ritiro di gran parte degli emendamenti in cambio dell’inserimento o della priorità su alcuni interventi ritenuti qualificanti.

Le prossime ore e i tavoli tecnici informali saranno decisivi per capire se si arriverà a un maxi-accordo di sintesi o se la Presidenza dell’ARS procederà con i tagli d’ufficio per contingentare i tempi di voto.

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