Arrivano le prime condanne nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte attività illecite del clan di Ortigia, a Siracusa. Il Gup del Tribunale di Catania, Marina Rizza, al termine del processo celebrato con rito abbreviato, ha inflitto pene fino a 20 anni di reclusione agli imputati coinvolti in questo filone dell’indagine.
La condanna più pesante è stata pronunciata nei confronti di Orazio Scarso, indicato dagli inquirenti come presunto promotore e capo del gruppo criminale, condannato a 20 anni di carcere. Diciotto anni di reclusione sono stati inflitti a Claudio Guzzardi, mentre Cristian Fontana, nipote di Scarso, dovrà scontare 11 anni e 8 mesi. Per Andrea Sapienza la pena è di otto anni.
L’inchiesta sul controllo criminale di Ortigia
Le indagini, condotte dal Comando provinciale dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Procura distrettuale antimafia di Catania, avrebbero consentito di ricostruire la nascita di una nuova formazione mafiosa, che secondo l’accusa sarebbe stata promossa e diretta da Scarso.
Stando alla ricostruzione investigativa, dopo la sua rimessione in libertà si sarebbe registrata una recrudescenza delle attività illecite, legata al tentativo di consolidare il controllo sul centro storico di Ortigia e sulle attività economiche presenti nell’isola.
Scarso, facendo leva sul proprio passato criminale, si sarebbe imposto negli ambienti malavitosi siracusani attraverso intimidazioni, violenze e minacce. Gli investigatori avrebbero inoltre ricostruito un sistema di controllo su diversi settori economici strategici, con particolare attenzione ai servizi destinati ai turisti.
Tra le attività finite al centro dell’inchiesta figurano i trasporti turistici effettuati con gli Ape calessini, che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbero stati ricondotti nell’orbita del gruppo.
L’assoluzione per le intestazioni fittizie
Sul fronte delle presunte intestazioni fittizie, il procedimento si è concluso con l’assoluzione di Luigi Fazzino. Secondo quanto emerso in aula, la difesa avrebbe dimostrato che l’uomo non aveva intestato fittiziamente un Ape calessino che, secondo la Procura, sarebbe stato nella disponibilità di Scarso e Guzzardi
Il Gup ha inoltre condannato a cinque anni di reclusione il medico Ugo Mazzilli, coinvolto in una vicenda legata a un incontro avvenuto il 12 giugno 2021 in piazza Pancali.
In quell’occasione, il professionista avrebbe accompagnato una collega per incontrare Scarso, Fontana e Guzzardi. Al centro del confronto, secondo la ricostruzione riportata nell’inchiesta, una controversia relativa a un’automobile già pagata ma mai consegnata.
