PALERMO – Nuovi retroscena emergono dalle indagini che coinvolgono Gaetano Armao, ex vicepresidente della Regione Siciliana ed ex consigliere giuridico del governatore Renato Schifani. La rete d’influenza dell’avvocato ed ex esponente di governo si sarebbe spinta fino al cuore strategico dell’assessorato regionale alla Salute.
Secondo quanto emerso dagli atti investigativi, il 2 settembre scorso – appena un mese fa – Armao avrebbe incontrato Marcello Caruso, ottenendo da quest’ultimo ampie rassicurazioni sul congelamento o rallentamento del decreto regionale destinato ad aprire il mercato e l’accreditamento delle cure palliative in Sicilia.
Le manovre sul decreto delle cure palliative
L’obiettivo dell’ex vicepresidente sarebbe stato quello di ritardare l’emanazione dell’atto amministrativo per tutelare o favorire specifici interessi nel settore della sanità privata e delle strutture accreditate.
- L’incontro chiave: Il colloquio del 2 settembre tra Armao e Caruso rappresenta un tassello centrale per gli inquirenti nell’ipotesi di reato di traffico di influenze e interferenze nelle decisioni amministrative della Regione;
- Lo snodo della Salute: L’assessorato alla Sanità, tra i più rilevanti per volume di spesa pubblica nell’isola, sarebbe stato così oggetto di pressioni per orientare i tempi della regolamentazione regionale sulle cure domiciliari e hospice.
Gli sviluppi dell’inchiesta politica e giudiziaria
L’evoluzione dell’indagine continua a scuotere i palazzi della politica palermitana e l’amministrazione regionale, accendendo i riflettori sui rapporti tra consulenti istituzionali, vertici dei partiti e la gestione dei decreti assessoriali nel comparto sanitario.
